Vendere Occhiali Online

Vendere occhiali online è una possibilità che in italia è poco battuta per vari motivi, più aventi vedremo il perché ed analizzeremo i numeri che genera il settore occhialeria, le difficoltà e i grossi vantaggi di un settore incredibilmente ricco.

A settembre del 2014 feci un’analisi di mercato e fattibilità per un importante pool di imprenditori, intenzionati a valutare fattibilità e ritorni di un progetto e-Commerce online di occhiali.

L’analisi è durata circa 40 giorni, con costi alti e stress assoluto. Vorrei riportare a grandi linee l’analisi fatta.

vendita occliali online

Occhiali Sole Louis Vuitton

Numeri del Mercato Occhiali – Occhialeria

Il Mercato mondiale per il settore occhialeria equivale a circa 34.000.000.000.000€ (34 miliardi di €) di cui bel il 24%  produzione italiana

Facciamo un piccolo riassunto dei numeri del mercato occhialeria

  • 34 miliardi di € è il fatturato indicativo (escluso falsi, no logo, etc);
  • 2,9 miliardi di € è la produzione Italia;
  • 24% è la produzione italiana di tutti gli occhiali;
  • 29% è la produzione Cina e Hong Kong;
  • il mercato interno italiano incide per solo il 4% comprensivo l’import;
  • le imprese attive nel settore produttivo occhiali nel 2013 era di 870 nel 2012 erano 883
  • L’80% delle aziende di produzione occhiali italiane è collocata nel distretto del Cadore in Veneto;
  • Il 20% del mercato mondiale di occhiali da sole (esclusi no logo e falsi) è fatto da Ray-Ban;
  • Il 30% del nostro esportato si dirige verso i paesi asiatici;
  • l’80% della produzione Italiano è fatto da Luxottica;
  • l 15% da Safilo;
  • e solo un incredibile 5% diviso tra un’immensità di aziende di ogni grandezza.

* I dati sono relativi al 2013, forniti da Unicredit international Moda e da Synphony IRI

Numeri impressionanti. C’è da dire che In Italia il mercato è in flessione, stanno prendendo piede le catene lowcost come Nau, Vista-Si o Occhiali Vision. Il mercato si sta spostando dal piccolo negozio di paese alla grande distribuzione ed alle grandi superfici espositive.

L’esposizione a vista di tutti i prodotti sta prevaricando sul negoziante che tira fuori dai cassetti gli occhiali in base ai tuoi gusti espressi verbalmente dal consumatore.

Cosa succede nel Mercato Online degli Occhiali

C’è da dire che questo settore non è molto facile da aggredire, per le problematiche tecniche come ad esempio le misure, i calibri etc.. e da a problemi logistici.

I piccoli che si sono cimentati in questa attività hanno fatto un buco nell’acqua dovuto anche agli alti costi di acquisizione cliente passando attraverso il marketing convenzionale quale adwords, facebook Adv, dem, etc. A settembre 2014 i costi stimati per l’acquisizione di un ordine oscillavano da 11€ per il mercato asiatico ai 16€ del mercato americano e tra il 18€ e le 25€ del mercato europeo.

Allo stato attuale pochissimi sono riusciti ad offrire un servizio per migliorare la LTV (Lifetime Value, il valore in danaro che un cliente porta nella sua vita allesercizio commerciale), la maggior parte delle vendite online di occhiali, sopratutto in Italia, si limita ad una sola vendita per utente, facendo quindi rischiare una perdita totale del margine.

I nomi più importanti in questo settore sono relativi ad aziende extra europee quali SmartBuyGlasses, SunGlassHunt, Overstock FramesDirect e la stessa Ray-Ban. In italia ci sono dei timidi approcci da parte di tanti più o meno strutturati negozianti, l’unico che si distingue è Otticanet anche se ci sarebbe molto da dire.

In pochissimi fanno un lavoro tale da  garantire riordini e quindi permettere un aumento delle marginalità,  c’è ad esempio una mancanza quasi disarmante nel’offerta di servizi aggiuntivi, prodotti paralleli, permute etc…

Risulta quindi cacofonico accorgersi che siamo tra i principali produttori al mondo ma gli ultimi o quasi nelle vendita retail online.

Il Mercato è succoso e i numeri di vendita che muove sono incredibili.

E’ però vero che chi parte dall’Europa si scontra subito con la frammentazione delle lingue e da un minor bacino di utenza rispetto agli imprenditori americani ed asiatici.

Il mercato asiatico è quello che offre il maggior numero di possibilità, soprattutto nei brands di lusso, ferragamo, gucci, prada, valentino, tiffany etc…

 

Quindi?

Questo è un settore in cui investire, e nel quale è sicuramente possibile fare molti soldi, ma resta inteso che aprire un negozietto online per provare, è morte certa dell’attività.

In questo settore, emerge chi si differenzia ed offre un servizio diverso da quelli già in essere. Evitando di far leva sul prezzo come unica arma di vendita.

Tante difficoltà equivalgono a tante Possibilità … Per chi sa coglierle 

 

Per dovere di cronaca devo dire che il pool alla fine ha deciso di non optare per questo mercato ma virare per altro settore .

 

eCommerce Specialist, professionista consulente e profondo conoscitore della progettazione, realizzazione e produttività in ambito e-commerce, lead generation e dei processi di web marketing di un sito e-commerce di successo. Amante della lettura storica, del fai da te, del mangiar sano, dello sport (ex rugbista professionista, attuale maratoneta senza speranze), curioso per antonomasia, imprenditore padre e marito innamorato.

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5 Commenti
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    • Davide
    • 7 ottobre 2015
    Rispondi

    Ciao Fulvio! Articolo davvero molto interessante. Vorrei sapere cosa pensi dei casi Knockaround (Usa) e Hawkers.Co (Spagna) e del loro incredibile successo nel settore dell’occhialeria. Nel caso Hawkers.Co i fondatori sono addirittura riusciti a vendere 600k paia di occhiali nel solo 2014 (ad un prezzo unitario medio di €25), superando gli ostacoli della vendita online e offrendo un prodotto di media qualità e basso costo made in China, solo tramite e-commerce. A parer tuo un business come il loro è replicabile con prodotti Made in Italy? Grazie Davide.

    • Rispondi

      Ciao conoscono benissimo i modelli di business di Knockaround e di Hawkers. Anche in italia è possibile proporre modelli simili, calcola che anche vi sono anche progetti di vendita no brand o no logo come ad esempio Nau.

      il discorso è che se vuoi vendere un prodotto caro secondo me o hai dei buoni modelli e testimonial o hai tecnologia, altrimenti l’unica è puntare sul prezzo e sulla socializzazione.

      per farti un esempio Hawkers che cosa ha fatto? ha preso dei modelli simili ai wayfarer o justin di rayban li ha resi colorati, ne ha proposto un prezzo incredibile e ha puntato sui social. FB e Instagram in primis

      il resto è arrivato da se, Ray-Ban che non è l’ultima arrivata, due anni fa introdotto linee di occhiali coloratissimi, personalizzabili ed ha abbassato il prezzo .. Hawkers ha perso olto, ma intanto i numeri li hanno fatti.

      Tutto Davide, dipende dal tuo modello di business, tutto è possibile

    • Gianluigi
    • 8 maggio 2015
    Rispondi

    Ciao Fulvio, Grazie per il tuo articolo, secondo te, avendo la possibilità di avere dei prezzi molto bassi e quindi di fornire un prodotto ottimo ad un costo molto ritenuto, e avendo l’opzione multilingue, potrebbe essere una buona base di partenza? Quali altri servizi potrebbero essere interessanti per il cliente? Grazie Gianluigi

    • Rispondi

      Sicuramente è un’ottima base, devi calcolare che la vera ricchezza sono i nominativi che raccogli, mi spiego meglio.
      tante aziende. Best Buy ne è il fautore, ma amazon non è da meno, spingono ad una sguenza di tre approcci. Il primo ove si offrono promozioni irresistibili, la seconda ove si offrono vantaggi relativi a quanto acquistato per poi cominciare a guadagnare con il terzo ordine.

      IN ambito occhiali io avevo studiato un modello secondo cui,
      primo approccio per la lead generation, un codice sconto per avere le mail dei clienti
      secondo step promozioni su un paio di accessori alla moda molto appetibili e dal grande impatto emotivo
      terzo vendita degli occhiali

      in ambito occhiali quello che fa la differenza sono i servizi annessi quali, garanzia lenti, viti, cacciavite, spray per pulizia, custodie, foulard o cravatte abbinate.
      Altra cosa che avevo inserito nel modello di business era un configuratore che rispondesse tipologie di articoli in base ai BIG DATA (analisi del cliente e interessi per rispondere ocnuna gamma di prodotti confacenti, modello amazon ed ebay) ove se una persona cercava un certo modello di occhiale, assieme gli si presentavano nella medesima scheda prodotto

      Cravatta, cintura, orologio etccc

      Ricorda una cosa, DISTINGUITI, devi offrire qualcosa che i tuoi concorrenti non hanno, che sia prodotto o servizio, ma devi differenziarti o ti scontrerai con la guerra del prezzo ed è un bagno di sangue

 

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