Sarao.it https://www.sarao.it e-Commerce Specialist Lead Generation Realizzare ecommerce Milano Wed, 21 Jun 2017 11:57:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8 https://www.sarao.it/wp-content/uploads/2017/03/cropped-logo-sarao-piccolo-2-32x32.png Sarao.it https://www.sarao.it 32 32 Business Model: Cos’è e come si realizza https://www.sarao.it/business-model-cose-si-realizza/ https://www.sarao.it/business-model-cose-si-realizza/#respond Thu, 25 May 2017 13:49:41 +0000 https://www.sarao.it/?p=15397 Che cos’è il Business Model? Possiamo definirlo come uno strumento di sintesi che dia un quadro d’insieme dell’intero progetto. Con il Business Model puoi avere un quadro completo del tuo progetto, anche da mostrare ad investitori o banche. Di seguito ti spiegherò come farlo e perché usando anche il modello di Business di Ikea. Nell’avvio di un qualsiasi progetto eCommerce dopo aver scovato l’idea vincente è importantissimo creare il Business Model ... Approfondisci

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Che cos’è il Business Model?

Possiamo definirlo come uno strumento di sintesi che dia un quadro d’insieme dell’intero progetto. Con il Business Model puoi avere un quadro completo del tuo progetto, anche da mostrare ad investitori o banche.

Di seguito ti spiegherò come farlo e perché usando anche il modello di Business di Ikea.

Nell’avvio di un qualsiasi progetto eCommerce dopo aver scovato l’idea vincente è importantissimo creare il Business Model per eCommerce seguito dal Business Plan per verificare punti i forza e di debolezza dell’intero progetto.

Mi sono però accorto che esiste una grande confusione su cosa sia un business model, tanti professionisti o sedicenti tali, hanno un concetto errato di cosa sia un business model. Prima di tutto quindi facciamo chiarezza.

business model
business model

Business Model

IL business model o modello di business è uno strumento di sintesi in cui vengono descritte le idee, lo scopo, il guadagno, i costi, le attività, la comunicazione etc . dell’intero progetto.

Il business model annovera a sua volta il Business Plan in cui c’è il conto economico del progetto, tendenzialmente il business plan fa una previsione di passività e attività, quindi Costi e Ricavi dell’esercizio, su prospettive di 3 o 5 anni. Mentre il business model descrive l’attività e le interazioni tra di esse.

Immaginati il Business Model come un Giornalino in cui è presente una storia, mentre il business plan come un quaderno di una brava casalinga nella quale segna entrate e uscite che usa per fare ipotesi su quanto potrà spendere.

Quindi per essere più chiari possibili, il business model è un documento che si muove, evolve, si trasforma; in cui viene rappresentata l’idea dell’azienda, di come guadagnerà e quali saranno i suoi punti di forza, più avanti vedremo come si fa un business model in modo molto semplice.

il modello di business secondo wikipedia:

Il modello di business è l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’impresa acquisisce vantaggio competitivo.

In particolare, il modello di business:

  • fornisce le linee guida con cui l’impresa converte l’innovazione in acquisizione di valore (profitto) senza prescindere da una adeguata strategia in grado di apportare un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza (traccia così una direzione a cui probabilmente faranno seguito i follower);
  • definisce una organizzazione che consenta di condividere la conoscenza all’interno dell’azienda e valorizzare le proprie risorse umane favorendo le condizioni ideali per incentivare l’innovazione;
  • individua i rapporti di interazione e cooperazione con fornitori e clienti (mercato) valorizzando le proprie scelte (di modello e/o di business);
  • stabilisce le metodologie e gli strumenti per analizzare in modo critico e continuativo i risultati ottenuti dal proprio modello di business confrontandoli con quelli dei propri concorrenti.

Il modello di business è uno dei principali strumenti a disposizione del management per interpretare e gestire le dinamiche interne ed esterne all’azienda.

Precisazione sul Business Model

Settimana scorsa ho dovuto bacchettare un professionista che confondeva il business model con i modelli transazionali e relazionali, ma queste lacune sono di moltissimi, facciamo quindi un po’ di chiarezza:

Modelli Transazionali: è il metodo che si utilizza al fine dello scambio commerciale ad esempio vendite , affitti, leasing.

Modelli Relazionali: è dato dal proprio target e dal modello che si usa per rapportarsi con loro

Sentirete speso Parlare di B2C (business to Consumer = azienda che vende al consumatore) di B2B (business to business = azienda che vende ad altra azienda) e di tanti altre opzioni possibili.

I modelli Transazionali e Relazionali mettono in chiaro tra chi sarà la relazione e come avverrà il guadagno (sono una delle voci del modello di business)

Business Plan: documento di analisi del progetto con costi e ricavi spesso con prospettive a medio e lungo periodo

Business Model: documento in cui si indica quali sono gli aspetti dell’azienda, dall’idea al customer care. Che ingloba i punti precedenti

Un ottimo articolo in lingua inglese su come scrivere un business model lo potete leggere quì

Perché scrivere un Business Model

Dopo un battibecco su facebook con argomento cosa fosse un business model, sono stato contattato da un ragazzo che sostanzialmente mi domandava a cosa servisse un business model, dato che mi sono scaldato tanto per difenderne le corrette funzionalità.

Quindi perché scrivere un business model?

  1. Chiarezza: Quando si ha un’idea ci si focalizza sulle entrate, sui vantaggi rispetto la concorrenza ma non si guarda il quadro d’insieme, il business model offre un quadro completo, mostrando anche i punti di debolezza.
  2. Vantaggi: una delle cose che io esorto a fare nel business model è di individuare come sia possibile differenziare la propria attività. Le grandi aziende innovano rispetto ai concorrenti anche solamente in un aspetto. Pensiamo ad esempio a IKEA che ha innovato sul canale distributivo de suo prodotto, invece di inviarti a casa i mobili e montarteli; Ti attira con un prezzo molto basso, ma ti chiede di penderteli in magazzino, portarteli a casa e montarteli , tutto da solo. Ha eliminato i costi distributivi.
  3. Esposizione: vengo da 30 anni di rugby, uno sport di squadra, ed ho imparato che affrontare una difficoltà in gruppo è meno faticoso che affrontarla da soli, quindi ti consiglio di farti aiutare, consolida partnership. Per poter esporre il tuo progetto ad altre persone, che sia un socio, una banca, un finanziatore, un fornitore o altro partner, dovrai farlo in modo molto chiaro, Il business model ti offre questa possibilità.

Come già indicato il business model è una chiarificazione degli aspetti fondamentali dall’idea alla sua realizzazione, ed avere un quadro completo sotto mano permette di valutare la sostenibilità del progetto, ma entriamo nello specifico

 

Come si fa un Business Model

Il business model o modello di business che io amo seguire è il Business Model Canvas, semplice e chiaro da esporre, venne ideato da Alexander Osterwalder nella sua tesi di laurea. Alexander proveniva dal mondo dell’informatica, quando fece economia decise di rendere più chiara e immediata la creazione del modello di business, adottando una tecnica visuale e organizzativa, molto usata nella programmazione. In seguito la sua laurea divenne un libro che consiglio a tutti.

Libro: creare modelli di business
Libro: creare modelli di business di Alexander Osterwalder

In modo molto semplice ed intuitivo il metodo suddivide il modello in 9 importanti aspetti di cui tener conto nel business model o modello di business e a loro volta fanno parte di due importanti flussi: Sul lato Sinistro i costi, sul lato Destro i ricavi.

Le nove sezioni del Modello di Business sono:

  1. Segmenti di Clientela,
  2. Valore Offerto,
  3. Canali,
  4. Relazioni con i Clienti,
  5. Flussi di Ricavi,
  6. Risorse Chiave,
  7. Attività Chiave,
  8. Partnership Chiave,
  9. Struttura dei Costi.

 

1- Segmenti di Clientela

Chi saranno i clienti?

E’ possibile avere uno o più segmenti di clientela, ad esempio per un e-commerce di profumi i segmenti principali sono le donne ma sicuramente anche qualche uomo; i segmenti o Target possono essere individuati per età, sesso, aree geografiche, interessi, etc.

2- Valore Offerto

Qual è il problema che il tuo prodotto o servizio risolve?

Il valore offerto è la soluzione ad un problema o esigenza esistente, è la motivazione per la quale i segmenti di clientela (target) individuati dovrebbero preferire l’azienda rispetto alla concorrenza e, pertanto, ne determina la stessa forza competitiva.

3- Canali

Quale sarà o saranno i canali di distribuzione del tuo prodotto servizio?

Nello specifico sono i canali che l’azienda sfrutta per informare i suoi potenziali clienti del servizio offerto, quindi in ambito eCommerce sarà la “piattaforma ecommerce” stessa indicato come canale diretto, o in i “market place” quali ebay, amazon, eprice, etc indicati come canali indiretti.

4- Relazioni con i Clienti

Come comunicherai con i tuoi clienti e prospect (potenziali clienti)?

Quali saranno i mezzi e i metodi per comunicare con i clienti e soprattutto passare il proprio messaggio. Lo scopo in questo caso sarà sia entrare in contatto con nuovi clienti che i rapporti di consolidamento. Si tratta quindi della strategia Marketing che si vuole intrattenere (puoi leggere articolo sui metodi per portare traffico ad un ecommerce).

5- Flussi di Ricavi

Quali sono i flussi dei ricavi che derivano dal valore offerto con successo ai clienti?

Quali sono i “Flussi di Ricavi” che i “Segmenti di Clientela” pagheranno per il “Valore offerto”. Le variabili da considerare nei flussi e ricavi sono: i prezzi che possono essere fissi o dinamici e le modalità di pagamento calcolando i costi di transazione. (questa è una parte del conto economico del business plan).

6- Risorse Chiave

Quali sono le risorse necessarie per offrire e distribuire i beni e servizi descritti prima?

Contempla tutte le risorse chiave e asset posseduti di cui l’impresa necessita per far funzionare il proprio modello di business.

Negli assets strategici si annoverano:

  •  le risorse umane (forza lavoro),
  • fisiche (punti vendita, impianti, macchinari),
  • intellettuali (software, licenze d’uso, diritti d’autore) e finanziarie (prestiti, linee di credito, denaro contante).

Si devono individuare  le risorse più utili e più efficaci al fine di realizzare e distribuire quanto è stato definito nei punti precedenti.

7- Attività Chiave

Quali sono le attività necessarie per gestire e utilizzare le risorse chiave?

Raggruppa tutte le attività indispensabili per la realizzazione di una proposta di valore.

8- Partnership Chiave

Quali sono le attività date in outsourching?

Ingloba la rete di fornitori e partners con cui l’azienda collabora per creare distribuire gestire il valore che vuole offrire ai suoi clienti. Ad esempio per un eCommerce saranno i fornitori o collaboratori esterni a cui demandare lavoro, per un’azienda che opera in DropShipping, la/le aziende fornitrici dei prodotti saranno fondamentali e salienti per la realizzazione dell’intero progetto.

9- Struttura dei Costi

Quali sono i costi e i ricavi?

E’ parte del conto economico del business plan in cui si estrapolano i costi fissi e variabili quindi ad esempio: personale, affitto, acquisti merce, utenze energetiche, advertising, etc.

 

Modello Grafico del Modello di Business

Il modello grafico che ha creato Alexander permette in modo semplice e rapido l’individuazione dei vari comparti e le loro interazioni. Per comodità ho tradotto i reparti

rappresentazione grafica del business model
rappresentazione grafica del business model (clicca l’immagine per ingrandire)

Da questa rappresentazione è stato creato un tableau vuoto in cui inserire le proprie idee, l’ideale è stamparne uno grande apporlo al muro e con dei post-it aggiungere, spostare , togliere, le proprie idee; meglio se fatto in brain storming (cooperazione con altre persone) in modo tale da avere altri punti di vista.

Di seguito il tableau,  stampalo o riproduci un’immagine simile e inserisci le voci che caratterizzano il tuo modello di business

Modello di Business mappa per poterlo realizzare
Mappa a lavagna per poter realizzare un Modello di Business. (clicca l’immagine per ingrandire)

Esempio concreto di Business Model

Il modello di business di Ikea

Business model di Ikea
Business model di Ikea

Voglio fare un esempio pratico di un modello di business, usando il modello di business di IKEA, naturalmente questo sarà una veloce semplificazione, che poi va articolata ed ampliata, ma ti offrirà un quadro generale dei reparti e dei loro scopi.

 

1- business model: i segmenti di clientela
1- business model: i segmenti di clientela

Privati ed aziende sensibili al costo dei prodotti, ma desiderosi di prodotti belli e moderni, target principali: giovani ambosessi e giovani coppie.

 

 

2- business model: il valore offerto
2- business model: il valore offerto

Prezzo dei prodotti molto basso, senza penalizzare il design. Possibilità di scelta e ritiro immediato senza attendere settimane o mesi per la consegna.

 

3- business model: i canali
3- business model: i canali
  • Il canale principale sarà dato dai magazzini dislocati in punti nevralgici e di facile accesso,
  • Ritiro diretto in magazzino del prodotto imballato in cartoni di facile manovrabilità,
  • Shop online,
  • Catalogo cartaceo consegnato presso le abitazioni nel raggio di 30 km dal magazzino più vicino.

 

4- business model: relazioni con i clienti
4- business model: relazioni con i clienti

 

  • Utilizzo di Ikea Family card,
  • Personale di supporto all’interno dello store, con ausilio elettronico per ricercare prodotti o configurare arredamenti,
  • Area di accoglienza Asilo per bambini con giochi e baby sitter,
  • Angolo caffè, con pietanze low cost e caffè omaggio con tessera Ikea Family,
  • Personale di supporto nel magazzino per coadiuvare i visitatori,
  • Servizio di consegna e montaggio a pagameto,
  • Supporto post installazione con pezzi di ricambio gratuiti o a pagamento,
  • Servizio di locazione mezzi di trasporto.

 

5- business model: flussi dei ricavi
5- business model: flussi dei ricavi

I ricavi saranno dati dalla vendita di:

  • Mobili,
  • Accessori,
  • Cibo,
  • Servizi.
6- business model: risorse chiave
6- business model: risorse chiave

Risorse fisiche:

  • Negozi con magazzino,
  • Merce,
  • Distribuzione,

Risorse Umane:

  • Personale di accoglienza,
  • Personale di supporto,
  • Personale di magazzino,
  • Personale per reparto food,
  • Personale per consegne,
  • Personale d’amministrazione.

Altro:

  • Brand,
  • Designer,
  • Capitale.

 

7- business model: attivita chiave
7- business model: attività chiave
  • Design,
  • Marketing nello store, cartaceo, tv e online,
  • Frequenti variazioni espositive e ambientazioni giovanili,
  • Produzioni low cost.

 

 

8- business model: partnership chiave
8- business model: partnership chiave
  • Produttori di mobili ed accessori low cost,
  • Aziende di ranting automezzi.

 

9- business model: struttura dei costi
9- business model: struttura dei costi
  • Prodotti,
  • Produzione,
  • magazzino,
  • immobilizzazioni,
  • personale,
  • marketing,
  • distribuzione,
  • Merchandising.

 

Dove ha innovato Ikea nel suo Modello di Business

Come mostrato poco sopra Il punto sulla quale ikea si è differenziata dalla concorrenza INNOVANDO è la sezione relativa alla distribuzione,, quindi la numero 3 relativa ai canali. La sua innovazione è consistita nel far saltare il passaggio della consegna e montaggio, permettendo al cliente di prendersi direttamente nel magazzino il prodotto desiderato per poi montarselo. E’ riuscita persino a far passare questo come un valore.

Eliminando la consegna ed il montaggio è riuscita ad abbassare drasticamente i costi, e a rendere immediatamente disponibili i mobili, senza le lunghe attese tipiche del mobilificio tradizionale.

Analizzando l’intero business model si percepisce che l’unica innovazione concreta è stata questa, ma è quella che ne ha decretato l’intero successo.

Quando si avvia un’attività è fondamentale INNOVARE e differenziarsi in qualcuno dei punti del Modello di Business cercando chiaramente di offrire un vantaggio concreto all’acquirente.

Conclusione  sul Modello di Business

Questo breve articolo vuole essere un’infarinatura su cos’è un modello di business e come iniziare ad organizzare le idee per poi creare il business model e il business plan. Naturalmente il discorso è estremamente più ampio, se vuoi approfondirlo non esitare a contattarmi.

 

Approfondimenti:

ti consiglio di leggere il seguente articolo

Come trovare l'idea vincente
Come trovare l’idea vincente

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Fonti di Traffico Clienti per eCommerce https://www.sarao.it/fonti-di-traffico-clienti-per-ecommerce/ https://www.sarao.it/fonti-di-traffico-clienti-per-ecommerce/#comments Wed, 03 May 2017 13:10:09 +0000 https://www.sarao.it/?p=15215 Portare traffico al proprio ecommerce è fondamentale se non vitale. Una corretta strategia di inbound marketing serve per ottenere traffico da trasformare in clienti e ordini per il proprio ecommerce. Vedremo di seguito quali sono i metodi e 24 canali per aumentare il traffico del proprio e-Commerce. Prima di tutto facciamo una distinzione, il traffico al sito e cioè i visitatori, non è certo che equivalgano a clienti, le cause in ... Approfondisci

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Portare traffico al proprio ecommerce è fondamentale se non vitale. Una corretta strategia di inbound marketing serve per ottenere traffico da trasformare in clienti e ordini per il proprio ecommerce. Vedremo di seguito quali sono i metodi e 24 canali per aumentare il traffico del proprio e-Commerce.

Prima di tutto facciamo una distinzione, il traffico al sito e cioè i visitatori, non è certo che equivalgano a clienti, le cause in gioco sono moltissime, ad esempio se un sito ha prodotti pessimi, prezzi fuori mercato, o una pessima navigabilità, difficilmente riuscirà a trasformare i visitatori in clienti anche con molto traffico.

Sarà quindi importante portare verso il sito utenti interessati al prodotto in vendita, utenti in target, la percentuale di coloro che acquisteranno sarà maggiore rispetto a visitatori non tagettizzati, ma questo è tema di un altro articolo.

Io ti parlerò in questo articolo esclusivamente di fonti di acquisizione traffico qualitativo, andrà poi trasformato in clienti paganti (puoi capire come leggere l’articolo: da visitatore a cliente).

Come aumentare il traffico ecommerce
Come aumentare il traffico in un sito e-commerce

24 canali di acquisizione traffico per eCommerce

Quelli che elencherò di seguito sono strumenti per il primo contatto o di inbound marketing (leggi la definizione di inbound marketing di wikipedia), quindi per portare al sito ecommerce nuovi potenziali clienti, per tutta la parte successiva e cioè:

  • Lead Generation (acquisizione nominativi),
  • Vendita,
  • Aumento scontrino medio,
  • Richiamo all’acquisto.

Lo analizzeremo in altro articolo, ora però concentriamoci su quali mezzi usare per portare traffico a un sito e-Commerce.

I canali oggi disponibili per l’acquisizione di traffico per siti eCommerce sono:

  1. Adwords,
  2. Facebook adv,
  3. Google shopping,
  4. Compratori di Prezzo,
  5. Social Facebook Instragram,
  6. Blog,
  7. Yahoo Answer,
  8. Affiliazioni,
  9. Forum,
  10. Guest Post,
  11. Content con Link Building,
  12. Commenti blog,
  13. Banner,
  14. SEO,
  15. Dem su liste esterne,
  16. Concorsi web,
  17. Sponsorizzazioni eventi,
  18. Fiere,
  19. Articoli su riviste,
  20. Youtube,
  21. Advertising su youtube,
  22. influencer,
  23. Market Place,
  24. Siti dei Fornitori.

Vediamoli uno ad uno per capirne i pregi e i difetti, resta inteso che ogni settore e prodotto avrà dei canali che funzionano meglio di altri.

1- Adwords

Adwords è il più gettonato tra i canali di acquisizione traffico dai merchant.  Sono convinti infatti che un po’ di pubblicità con adwords possa portare lauti guadagni; purtroppo è molto difficile guadagnare usando adwords come sistema di inbound marketing.

I costi dei click (PPC: Pay Per Click) sono alti o bassi in base al numero di richieste per la specifica parola chiave che si vuole acquistare; si può arrivare anche a 1 – 2 € per ogni click generato, viene da se che costi simili spesso erodono tutto il margine e sovente lo superano,  rendendo questo metodo più caro del guadagno. Ma ricordiamo che il costo di acquisizione va sempre calcolato sulla base della verifica della Lifetime Value.

Non dico che non bisogna usare adwords anzi, è un ottimo strumento, ma va usato con intelligenza: Invece di testare parole chiave secche o molto competitive, cerare parole chiave da coda lunga che avranno un minor costo di acquisizione.

Per fare un esempio ipotizzando la vendita di iphone invece di scegliere una parola chiave molto competitiva e cara come: “Vendita iphone” si può optare per parole come: “Vendita online iphone nuovi”, “negozio ecommerce vendita iphone”. Naturalmente individuare parole chiave a minor costo è un lavoro impegnativo, ma che garantirà minori costi e maggiori guadagni.

Ricordiamo che con adwords si va ad intercettare un intento, cioè un bisogno reale, meglio ricercare quindi parole inerenti la vendita, ed escludere quelle non pertinenti.

 

2- Facebook adv

Facebook Adv è per fatturato il secondo metodo pubblicitario usato in italia, ha un costo a click minore rispetto ad adwords ma anche conversioni minori, la grande differenza tra Facebook Adv e Adwords è che adwords intercetta un intento di ricerca un bisogno reale, mentre in Facebook il bisogno va creato, funzionano quindi molto bene le campagne molto emotive, che spingono all’ acquisto compulsivo o emotivo, quindi in un range di prezzo che permetta la decisione poco ponderata.

Io apprezzo molto Facebook ADV come fonte di traffico, soprattutto perché ha un vantaggio, quello della targhettizzazione  molto precisa dell’utente a cui si vuole far la pubblicità. E’ quindi possibile andare a colpire le persone di età, sesso, provenienza e gusti, in modo estremamente preciso.

Le campagne Facebook che funzionano molto bene sono le sponsorizzazioni di tecnologia, di moda, di prodotti a basso costo che rientrano nell’acquisto compulsivo, ciò che è favorito da video o immagini, campagne sociali di beneficenza.

 

3- Google shopping

Google shopping è una funzione integrata in Adwords, bisogna inviare un feed con i prodotti disponibili sul sito contenente: foto, codice produttore, codice ean, descrizioni, prezzo, costi aggiuntivi, disponibilità, etc..

Google nelle serp di ricerca farà comparire le schede prodotto in comparazione tra i vari venditori, non mi ha mai dato molte soddisfazioni ma è da tenere in considerazione.

 

4- Comparatori di Prezzo

I comparatori di prezzo sono quegli strumenti che mettono in comparazione il prodotto venuto su più siti, mostrandoli dal più economico al più caro.

Il costo a click è altino normalmente sui 15-30 centesimi, ma il conversion rate (tasso di conversione è la percentuale di chiusure in vendite del traffico generato) è molto più alto rispetto a Google Adwords o Facebook Adv.

Tendenzialmente i visitatori provenienti da un comparatore di prezzi son fortemente motivati all’acquisto del prodotto che stanno visitando, sta cercando il prezzo più conveniente e il sito più rassicurante.

Rispetto a qualche anno addietro stanno perdendo il loro potere ma portano ancora molte vendite. Vanno effettuati dei test, perché in alcuni settori funzionano benissimo mentre in altri meno, ad esempio nel mondo dell’elettronica vengono usati molto.

I principali comparatori di prezzo in italia sono:

  • Trovaprezzi,
  • Kelkoo,
  • ShopAlike,
  • Idealo,
  • Ciao,
  • Twenga,
  • OkPrezzi.
  • Hotelscombined,
  • Trivago,
  • Weg,
  • Venere,
  • Booking,
  • Svinando,
  • WineSerch,
  • etc..

Ce ne sono veramente tanti, la cosa fondamentale da ricordarsi è che il comparatore di prezzo è usato per la ricerca del prezzo più economico, quindi ha senso solo su strategie ecommerce aggressive, o se si ha realmente prezzi competitivi.

 

5- Social Network

I social network sono presi d’assalto da tutti coloro che aprono un’azienda, dato che vedono (erroneamente o quasi) nei vari solcial network pubblicità gratuita;  Come per un dépliant lanciato da una finestra, nessuno di questi mezzi porterà traffico al tuo sito se non adotti una corretta scelta strategica di Social Media Marketing.

Un dépliant per essere efficace ha bisogno d’avere un impatto visivo, deve essere consegnato nel giusto contesto e nel momento più opportuno.

Ecco i social sono identici, impatto visivo ed emozionale, giusto timing e giusti gruppi .

 

6- Blog

Secondo molti il blog per eCommerce al fine dell’imbound marketing è la soluzione gratuita migliore per il successo di qualsiasi e-commerce, mi sento di dire che tutto è tranne che economica, e sopratutto non è ne garanzia di traffico ne di vendite.

Un blog è un discreto metodo per portare traffico ad un sito, ma:

  1. non è gratuito: la creazione dei contenuti e il continuo aggiornamento sono onerosi in ore,
  2. tanto traffico non sempre = clienti: non è detto che chi cerca come usare un prodotto poi lo debba comprare.

E’ quini indispensabile avere una strategia editoriale di qualità, che permetta di capire come posizionarsi, e su quali keyword conviene puntare.

In alcuni settori un blog può essere inutile, senza dimenticare che il dispendio energetico e temporale per la gestione di un blog efficace sono molto alti. Sarebbe più redditizio far si che il tempo a disposizione venga utilizzato per completare compiti più redditizi in seno all’ecommerce.

Bada bene non sto dicendo che il blog non è importante nel mio sito di attrezzature sportive tutto il traffico proveniva dal blog, ma ho impiegato 2 anni prima di avere traffico decente, e soprattutto le sorti del sito erano troppo vincolate ai capricci di google e ai saliscendi del posizionamento.

Crealo ma tieni conto delle ore necessarie per la sua gestione e che si tratta di una risorsa che darà i suoi primi frutti a lungo termine.

 

7- Yahoo Answer

Yahoo Answer è una buona risorsa come fonte di traffico e credibilità, d’altronde occupa molo tempo in lavorazione soprattutto per scovare i corretti post a cui poi rispondere, non ho mai provato a creare più account in cui uno farmi la domanda e l’altro darmi la risposta, potrebbe essere una strada percorribile.

Fornire risposte esaustive, semplici e qualitative permette di portare molto traffico interessato al sito, prendilo quindi in considerazione.

Io lo uso molto anche per motivi di link building in  ottica seo.

 

8- Affiliazioni

Le affiliazioni sono un metodo che oggi va per la maggiore, nel tempo perderà il suo smalto, ma oggi sono un ottimo veicolo di traffico e vendite. Tutti i maggiori siti di vendite online hanno un programma di affiliazione diretto o indiretto. Conosco molte aziende, professionisti o blogger che vivono dei proventi derivanti delle vendite o dai contatti da loro generati grazie a programmi di affiliazione.

I programmi di affiliazione diretti sono gestiti e controllati dal sito che propone l’affiliazione dei suoi prodotti ai rivenditori, amazon ad esempio usa questo metodo. Oppure affiliazione indiretta cioè gestito da siti  di terze parti che mettono in comunicazione Venditore e Rappresentante, io li preferisco perché sono super partes senza favorire venditore o segnalatore. Mentre nel primo caso e cioè di venditore che ha anche il controllo del sistema che monitora le vendite e quindi i pagamenti,  il segnalatore potrebbe pensare in poca chiarezza e non fidarsi.

Vediamo quali sono i principali siti italiani che fanno intermediazione di affiliazion, mettendo quindi in comunicazione chi vuol vendere un prodotto/servizio e chi vuole pubblicizzarlo:

  • Zanox,
  • Tradedoubler,
  • Sprintrade,
  • Commission Junction,
  • NetAffiliation,
  • PublicIdeas,
  • PayClick,
  • ClickPoint,
  • TradeTracker,
  • ADVPlace,
  • Effiliation,
  • Heyos,
  • Simply,
  • ClickBank.

 

Ma in sostanza come funziona l’affiliazione?

Si prendono accordi con blogger o con siti di Affiliation Marketing (come quelli indicati qui sopra) e si propone la vendita dei propri prodotti; L’affiliato a generazione di una vendita o di altro obbiettivo, riceverà un compenso economico con una percentuale sul venduto o un fee fisso.

Il “rivenditore” o segnalatore deciderà in autonomia che metodo utilizzare per fare pubblicità e generare vendite sulla quale percepire una provvigione; dai rivenditori i sistemi più usati come veicolo di traffico e vendite sono: blog post, newsletter, condivisione sui social; poco conta il metodo che il rappresentate o rivenditore userà, al commerciante interessano solo le vendite che riceverà Sopratutto perché pagherà solo a conclusione del processo di acquisto quindi senza anticipare nulla.

Questo sistema oltre a generare vendite crea traffico.

 

9- Forum

I forum sono in forte disuso, erano molto in auge 10 anni fa, oggi sono sempre meno frequentati ma in alcuni settori sono ancora un riferimento, io ad esempio frequento forum di runner e di smanettoni Linux, ambienti dove ancora ci sono forum molto vivi.

Molti prodotti ottengono ottimi risultati in vendite se qualcuno ne parla bene nei post del forum, quindi verifica la presenza di forum nel tuo settore e a loro vivacità, a quel punto iscriviti ed inizia a contribuire, naturalmente poi fornirai informazioni su dove comprare i prodotti di cui stai parlando, il tuo sito.

 

10- Guest Post

i Guest Post sono articoli scritti dal merchant all’interno di altri siti/blog, hanno contenuto rilevante in cui è presente un link che rimanda al sito ecommerce. Tanti blogger me compreso offrono link aperti in cambio di articoli di qualità.

Se hai scritto un contenuto di qualità con argomentazioni valide e complete, sicuramente ci saranno persone che ti raggiungeranno sul tuo sito.

Chiaramente quando si fa un guest post per sponsorizzare un eCommerce, conviene parlare di un determinato prodotto per poi lincarlo al proprio ecommerce. Questo sistema fa anche da link Bulding in ottica seo

 

11- Content con Link Building

L’acquisto i link è osteggiato da google ma l’acquisto di un post in cui poi inserire un link all’interno di esso è cosa differente, se vendi cellulari, puoi chiedere ad un sito che si occupa di fare recensioni di cellulari, di inserire il link del tuo ecommerce nella sua guida indicandoti come un buon sito dove sia possibile comprare quel prodotto.

Il traffico è assicurato, chiaramente i prezzi sono subordinati al traffico che genera quel determinato sito, si può definire l’acquisto di post come una sorta di affiliazione, ma pagherai una volta per inserire il link al tuo sito, articoli molto letti con tanto traffico, posso generare molte vendite. Anche perché chi arriverà al tuo ecommerce sarà interessato all’acquisto del prodotto recensito, con una buona promozione e user experience potrai chiudere molte vendite.

 

12-Commenti blog

I commenti nei blog sono un buon veicolo di traffico, anche io nel mio blog a chi inserisce un link nella firma del commento lo lascio, naturalmente lo banno se è spam oppure se il commento è inutile con il solo scopo di inserire un link. Uso la medesima regola di moderazione adottata per la firma, anche per i link nel corpo del commento.

Quindi rispondi ai commenti nei blog, argomenta, amplia e offri il tuo link. Verrai bannato da tanti purtroppo, ma non demordere.

 

13- Banner

L’acquisto di banner era una pratica molto usata e redditizia , sia per il venditore che per il negoziante, a inizi 2000 oggi sono quasi nebbia, gli utenti sono abituati a vedere banner e tendono a non guardarli più.

C’è però da dire che se il prodotto è accattivante, l’immagine incuriosisce molto, il click è assicurato, il vantaggio dei banner è che oggi hanno un prezzo decisamente basso, in alcuni contesti e per alcuni prodotti funzionano ancora molto bene, sopratutto nella vendita di prodotti in cui l’immagine e l’emozione è tutto.

 

14- SEO

Per Seo si intende: Search Engine Optimization cioè l’ottimizzazione del sito per favorire il posizionamento del proprio ecommerce.

Questo aspetto non deve mai venir sottovalutato, a meno che il proprio progetto debba avere vita breve. Un sito ben ottimizzato riesce ad ottenere traffico gratuito, e a lungo termine è fondamentale riuscire ad ottenere più traffico e vendite possibili da traffico non pagato.

Maggiori le vendite generate dal ottimizzazione seo, maggiori le marginalità e di conseguenza i guadagni, l’ottimizzazione SEO di un e-commerce passa attraverso l’applicazione di regole fondamentali e di accorgimenti tecnici che possono migliorare in modo drastico il traffico del sito.

In ogni progetto eCommerce bisognerebbe sempre contemplare una strategia SEO a medio e lungo termine.

 

15- Dem su liste esterne

E’ possibile acquistare invii di mailing su liste esterne alle nostre, ci sono vari modi per gestire la cosa,  e cioè :

  1. il fornitore invia una mail alla sua lista per conto nostro,
  2. Il fornitore invia una mail alla sua lista per conto suo ma includendo nel messaggio riferimenti al tuo prodotto.

Oggi il mailing su liste esterne è una vera porcheria, ci sono molte aziende con milioni di nominativi presi più o meno legalmente, a cui inviano ogni giorno frotte di mail dei loro clienti. Naturalmente in questo caso le mail saranno inviate secondo il primo metodo.

Mentre ci sono professionisti che sonno pronti a inviare mailing su loro liste, ma solo per prodotti inerenti la loro attività e sopratutto inviandoli come da secondo metodo.

Con il primo metodo i ritorni possono essere estremamente marginali o prossimi allo zero, mentre nel secondo caso se il mailing è ben fatto si possono ottenere ottimi risultati.

 

16- Concorsi web

I concorsi Web sono un ottimo metodo  abbastanza oneroso, per portare traffico al proprio sito e crearsi una lista potenziali clienti in modo rapido.

In modo molto semplice dopo aver creato il concorso si infila a fare pubblicità spingendo anche la condivisione social. si offre un premio in target all’utenza di interesse , in cambio di nome e mail. I concorsi implicano il deposito dell regolamento da un notaio e la comunicazione allo stato.

 

17- Sponsorizzazioni eventi

Le sponsorizzazioni di eventi fisici o virtuali  portano molto traffico, ma sempre se c’è coerenza e se è facile rintracciare il sito in questione, un codice QR può semplificare la cosa, io consiglio sempre di far atterrare ad un dominio in cui inserirai un redirect, esempio il tuo sito è www.sito.com sponsorizza www.sito.net metterai un redirect 301 quindi le persone si troveranno nel sito giusto, ma tu da Analitycs o da statistiche server potrai sapere in quanti sono arrivati dal tuo evento. Io uso moltissimo questo metodo ed è il miglior modo per monitorare il successo o meno di un evento offline.

 

18- Fiere – Eventi

Le fiere sono un ottimo metodo per portare traffico al sito, soprattutto per qui siti che vendono prodotti che necessitano ad esempio una prova.

Ho avuto un cliente che vendendo formaggi riusciva a vendere una prima volta nelle fiere dove acquisiva il cliente per poi continuare a servirlo grazie al proprio ecommerce.

 

19- Articoli su riviste

Le riviste cartacee hanno una grande credibilità, l’acquisto di redazionali (articoli che parlano di un prodotto o del sito) o di spazi pubblicitari, sono un ottimo metodo per aver traffico e ottenere buoni ritorni. Anche in questo caso un QR code e l’uso dei redirect per mappare la resa della campagna sono indispensabili.

 

20- Youtube

Youtube è il secondo motore di ricerca al mondo per numero di ricerche effettuate, l’uso di youtube offre grandi risultati, ma chiaramente comporta costi e tempo, produrre contenuti di qualità non è semplice, ma se ci riesci avrai ottime soddisfazioni e ritorno economico.

 

21- Advertising su youtube

L’adertising su youtube passa attraverso Adwords, ci sono pareri contrastanti sul’advertising nei video si youtube, io ti dico come li gestisco e come ottengo risultati

  1. Uso i video su youtube cercando i profilare al massimo il video, cercando quindi di proporre siti su video correlati, se vendi cellulari l’uso di video di recensioni cellulari è l’ideale,
  2. Uso i video per fare brand awareness quindi per passare la conoscenza di un marchio.

Usalo sempre in una strategia più ampia e pluri canale.

 

22- influencer

Gli influencer possono veicolare tantissimo traffico e soprattutto spingere all’acquisto, più l’ifluencer è seguito più costerà. Ho ottenuto video su youtube con recensioni e pubblicità da 100€ a 8.000€ ma so che c’è ci prende anche di più.

 

24- Market Place

Sembrerà strano ma i MaketPlace (Amazon a parte) portano traffico al sito.

eBay lo scongiura, ma inserire quà e la link al proprio sito, ad esempio collegando le condizioni, la privacy etc. aiutano in due modi:

  1. aumento del traffico verso il sito se poi l’utente trova un prezzo più competitivo, o un regalo acquista sul sito,
  2. link building ottima per il posizionamento SEO.

 

25- Siti dei Fornitori

Una cosa che moltissimi dimenticano è quella di forzare i propri fornitori nel far inserire i propri siti come autorizzati alla vendita, ho sempre ottenuto ottimi risultati da questi link:

Se un fornitore fidato, mette il tuo link sul suo sito, il cliente percepisce te come affidabile a tua volta. In più servono al fine del posizionamento SEO,

 

Conclusione

In questo articolo ti o mostrato moltissimi modi per aumentare il traffico al tuo sito, chiaramente ce ne saranno sempre di nuovi, e soprattutto ognuno di questi punti necessita un approfondimento, se vuoi maggiori informazioni su come aumentare il traffico al tuo sito e sopratutto aumentare le vendite contattaci.

 

Approfondimenti:

Per trasformare il traffico in clienti puoi leggere il seguente articolo: da visitatore a cliente

puoi scaricare anche il nostro ebook su una tecnica di trasformazione in clienti: lo trovi qui

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Se hai un e-Commerce o stai progettando di aprirlo presto o tardi dovrai fare i conti con i vari sistemi di pagamento per eCommerce, e  scegliere il migliore tra i metodi di pagamento per la tua attività online.

Qual’è il migliore metodo di pagamento? quali sono i vantaggi dei vari sistemi di pagamento? e quali sono gli svantaggi? In questo articolo vedremo i principali metodi di pagamento disponibili con i loro vantaggi, svantaggi e costi.

Troverai in questo articolo sia i wallet di pagamento online, che metodi più classici; l’uso di uno non preclude l’altro, cerca di offrire ai tuoi clienti un’ampia scelta di pagamenti.

Sistemi di Pagamento Online per eCommerce
Sistemi di Pagamento Online per eCommerce

Quali sono i migliori Sistemi di Pagamento per eCommerce?

La domanda si presta a tantissime risposte, io di seguito ti presenterò tutti i sistemi di pagamento per ecommerce che ho provato in prima persona, dandoti informazioni tali da poterti permettere di valutare quale sia meglio per il tuo progetto e-Commerce.

Nei Pagamenti Online per eCommerce si può asserire che ne esistono di 3 differenti tipologie:

  1. GateWay di Pagamento Bancari o Pos Virtuali,
  2. Wallet di pagamento virtuali,
  3. Altri sistemi di pagamento elettronici per ecommerce.

 

GateWay di Pagamento Bancari o Pos Virtuali:
Sono i sistemi di pagamento erogati direttamente dalle banche o da servizio con la quale esse sono associate.  La comodità di questi sistemi è che i soldi risultano effettivi sul conto corrente bancario nel momento in cui avviene la transazione ed i movimenti sono individuabili sul conto corrente, molto comodo a fine mese per chi si occupa della contabilità di SRL o SPA. Gli svantaggi sono costi di integrazione più alti, documentazione per attivazione assurda, tempi di implementazione molto alti, commissioni spesso più alte.

Wallet di pagamento virtuali:
Sono metodi alternativi anche se si tratta di sistemi identici, ma che arrivano da banche con una marcia in più di quelle italiane. fanno parte di questo gruppo i vari PayPal, Braintree, Stripe. I fatto che essi si propongono ad un pubblico mondiale e non domestico, sono molto più elastici nelle attivazioni, back-end speso molto avanzati, ottime garanzie per i clienti, integrazioni spesso vantaggiose con moduli gratuiti; d’altro canto la ricezione del danaro non è immediata in quanto sono dei bridge e bisogna poi fare il travaso manualmente o automaticamente dal wallet al proprio conto o carta di credito per averne disponibilità.

Altri sistemi di pagamento elettronici per e-commerce:
Negli altri sistemi ci sono tutti quelli non riconducibili alle alte due sezioni come ad esempio il bonifico bancario.

Vediamo Ora tutti i sistemi di pagamento che abbiamo preso in esame definendone pregi e difetti, ricordando che quanto seguirà è un giudizio del tutto personale, condizionato dalle esperienze personali e da circa 18 anni di eCommerce

A- GateWay di Pagamento Bancari per eCommerce

Questi sistemi di pagamento per eCommerce non sono a me molto apprezzati, spesso è un’impresa solo avere autorizzazione dalla banca, per passare a lunghe attese anche per l’attivazione.

I sistemi di pagamento online o Pos virtuali esteri per fortuna non sono così farraginosi nell’attivazione, ma quelli in mano alle banche italiane sono una tortura.

Porto un esempio appena occorso: 2 mesi fa per il suo ecommerce che stiamo sviluppando, il nostro cliente ha domandato attivazione di Setefi  MonetaWeb della Banca Intesa San Paolo, dopo l’enormità di 30 giorni dalla richiesta, la banca ci chiama per chiedere le credenziali e i dati dell’agenzia che svilupperà l’e-commerce e i dati personali di un tecnico responsabile dell’integrazione. Sarebbe stato da dargli un calcio nel sedere, ma purtroppo è per il nostro cliente. Attivazione del sistema avviene esattamente 50 giorni dopo la richiesta. Il  cliente in questione ha un fatturato enorme ed ha molteplici servizi con la banca in questione, nonché una decina di POS fisici da più di 20 anni.  Ora sentite cosa dice il responsabile di setefi con cui abbiamo parlato: al quale ho chiesto costi e commissioni da integrare nel gestionale:

Le commissioni base sono del 5% ma essendo XY un ottimo cliente abbiamo deciso di portarlo a 3,5% sulla transazione e 45€ al mese di costi di gestione.

Aggiungerei incompetenti e pure ladri.

Non dimentichiamo poi che i Gateway di pagamento italiani hanno delle interfacce BackOffice che fanno veramente schifo.

Per dovere di cronaca, ho avuto medesimi problemi anche con Banca sella, Consorzio Triveneto, MPSshop, X-Pay, Pagonoline.  A conti fatti io tendenzialmente li sconsiglio indicando di usare quelli che potrai vedere di seguito, non dimenticare però che ogni sistema ha sia pregi che difetti, e la tua scelta non dovrà farsi influenzare dal mio giudizio, se hai deciso di usare un GateWay di pagamento bancario, fallo senza farti condizionare da me in quanto il mio è un giudizio personale.

B- Wallet: Sistemi di Pagamento Virtuali per eCommerce

di seguito elenco un insieme di metodi di pagamento con la quale ho avuto a che fare o direttamente o per i miei clienti, sono a tutti gli effetti metodi che si possono sostituire ai Gateway di Pagamento delle Banche, che non amo particolarmente

metodo di pagamento PayPal
metodo di pagamento PayPal

1- PayPal

PayPal in italia è il sistema di pagamento indiscusso, copre circa il 30% delle transazioni online, ha preso piede perché obbligava i venditori in eBay ad usarlo come metodi di pagamento preferito, ed eBay negli anni passati è stato il principale eCommerce mondiale ora largamente surclassato, detto questo PayPal regge ancora il passo ed è il principale metodo di pagamento mondiale, ma lentamente anche lui sta perdendo quote di mercato.

Gestisce pagamenti ricorrenti.

Vantaggi:
Facilissimo da integrare, tutti i CMS Open Source per  ecommerce lo integrano di default nei pagamenti, risulta quindi facilissimo partire. Tutti gli utenti conoscono questo metodo di pagamento in quanto suscita grande sicurezza, ben fatto il backend anche se andrebbe rivisto.

Svantaggi:
Commissioni non proprio basse, che variano da 1,8% a 3,4% +0,35€ per ogni transazione.
La variazione di percentuale dipende dal fatturato, la cosa un po’ strana è che a fatturato raggiunto, va chiesto di accedere a sconti maggiori.

Il sistema è estremamente garantista del cliente, in alcuni settori è molto facile ricevere ricatti da parte del cliente, in cui spesso bloccano i pagamenti adducendo merce non ricevuta o ricevuta difettosa o addirittura pacchi vuoti PayPal Blocca il danaro e quasi sempre da ragione al cliente finale.

Commissioni anche se la transazione viene annullata.

1a- PayPal Pro

PayPal Pro è il fratello maggiore di PayPal, usa lo stesso sistema e base, ma si avvale di alcuni vantaggi come ad esempio un’interfaccia front end più avanzata, con PayPal pro è possibile evitare di trasferire su ebay i propri clienti per la il pagamento, quindi effettuare la transazione direttamente sull’eCommerce. Ha poi il vantaggio della multiutenza, utile in aziende dove ci sono più persone che possono accedere al sistema.

Gestisce pagamenti ricorrenti.

Le tariffe sono più vantaggiose quando il volume transato supera i 5000€ mensili, che variano da 1,7% a 2,5% +0,35€ per ogni transazione +29€ di abbonamento mensile.

Purtroppo anche in questo caso per ottenere la commissione dello scaglione raggiunto , va domandato al raggiungimento e vale dal mese successivo.

tariffe paypal base e pro
tariffe paypal base e PayPal Pro

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

PayPal Base o Business: (tariffa 2,7%) 270€ + (0,35 x 100) 35€ = 305€
PayPal Pro:  (Tariffa 1,7%) 170€ + (0,35 x 100) 35€ + (canone mensile) 29€ = 234€

 

metodo di pagamento stripe
metodo di pagamento stripe

2- Stripe

Il metodo di pagamento Stripe è diventato velocemente la vera alternativa a PayPal creato da Peter Thiel e Elon Musk ex di PayPal, hanno preso i regi e difetti di PyPal per creare Stripe.

Gestisce pagamenti ricorrenti.

Vantaggi:
Molto più facile da integrare in quanto le API sono più semplici e permettono una maggiore personalizzazione, interfaccia di pagamento molto più versatile e personalizzabile, backend intuitivo e comodo da usare, pagamenti direttamente sull’e-Commerce con interfaccia integrata nel sito, controllo sicurezza carte per un diminuzione delle frodi, equilibrio tra attenzione al cliente e merchant, nessuna commissione sulle frodi o storno delle transazioni. Ottimo Supporto. Altissimo numero di sistmi di pagamento accettati tra i quali anche Sofort, Sepa, GiroPay, meno click rispetto a paypal in quanto non chiedono registrazione, l’utente non può chiedere blocco fondi del fornitore.

Svantaggi:
Tariffe non a scaglioni, tariffa annullata solo se la banca del cliente chiude la contestazione e tuo favore, altrimenti commissioni molto alte, ci vogliono 7 giorni per accreditare i fondi sul conto corrente dopo il trasferimento da Stripe al conto corrente bancario.

Tariffe:
commissione 1,4%  +0,25 € per le carte europee.
commissione 2,9% +0,25 € per le carte non-europee

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

Carte di credito europee: (tariffa 1,4%) 140€ + (0,25 x 100) 25€ = 165€
Carte di credito non cee:  (Tariffa 2,9%) 290€ + (0,25 x 100) 25€ = 315€

 

metodo di pagamento Braintree
metodo di pagamento Braintree

3- Braintree

Braintree è un sistema di pagamento molto versatile, integra tra le altre cose anche i pagamenti con PayPal, ha un sistema di back-end molto facile da usare, statistiche avanzate, tanti sistemi di pagamento accettati, tra i quali anche android payment, apple payment, Venmo e Bitcoin.

Gestisce pagamenti ricorrenti.

Vantaggi:
Interfaccia ben fatta sia lato backend che lato frontend, pagamenti direttamente sul sito. Integrazione con moltissimi metodi di pagamento, gestisce molte carte di credito Amex compresa, . Assistenza via ticket, chat, telefono.

Svantaggi:
Accredito pagamenti dopo richiesta non immediato, non è possibile personalizzare il frontend, protezione frodi non proprio delle migliori.

Tariffe:
commissione 1,9% + €0,30 a transazione,
+1% per transazioni fuori nazione di registrazione

sconti oltre i 60.000€ mensili

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

Transazioni domestiche: (tariffa 1,9%) 190€ + (0,30 x 100) 30€ = 220€
Transazioni estere: (tariffa 2,9%) 290€ + (0,30 x 100) 30€ = 320€

 

metodo di pagamento Skirill
metodo di pagamento Skirill

4- Skirill

ex MoneybookersSkirill è un ottimo sistema di pagamento online ha una buona interfaccia sia lato utente che admin, molto usato nel mondo del gambling per la sua esperienza di acquisto e per la possibilità di essere usato come metodo di pagamento attraverso un link, è possibile per esempio richiedere il pagamento di una fattura o ordine eCommerce da saldare, inviando un link.

Vantaggi:
Possibilità di richiedere saldo pagamenti inviando link via mail, interfaccia tradotto in moltissime lingue, interfaccia di uso utente molto semplice ed intuitiva, backend ben fatto.

Svantaggi:
Sistema di commissioni molto complesso, disponibilità sul conto corrente italiano in oltre 7 giorni dalla richiesta

Tariffe:
Le trariffe sono il vero problema in quando molte operazioni sono gratuite, ad esempio i bonifici verso Skirill o il pagamento di da skirill verso Skirill mentre l’uso di carte di credito cambia variando:

  • Visa: 1,90%
  • Mastercard: 2.25%
  • Bitcoin: 1%
  • Sofort: 1,9%
  • Neteller: 3%
  • Swift: Gratis
  • American Express: 2.50%
  • Diners Club: 2.50%
  • JCB: 2.50%
  • PaySafe Card: 7.50%

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

Visa: 190€
Mastercard: 225€
Amex: 250€

 

metodo di pagamento Multisafepay
metodo di pagamento Multisafepay

5- MultiSafePay

Il metodo di pagamento MultiSafePay è un sistema molto ampio e versatile, ha ottime possibilità di integrazione e modifica grazie alle sue API, ha la possibilità di invio di mail con link di pagamento a cui agganciare il pagamento dell’ordine ecommerce, il pannello è molto versatile e permette ad esempio l’export delle transazioni da poter importare o integrare con il gestionale.

La cosa che a me piace molto è una sorta di recupero carrello abbandonato dopo che il pagamento con MultiSafePay non è andato a buon fine, il sistema manda una mail con link diretto al carrello personalizzato per concludere il pagamento, (da test da noi effettuato, non ufficiale, il recupero è di circa il 7% degli ordini).

Ideale quindi chi fa CrossBorder cioè le aziende che vogliono vendere all’estero, senza stringere accodi con decine di partner uno ne annovera parecchie decine.

Gestisce il pagamento ricorrente ,

Vantaggi:
Sistema avanzato di pagamento, con multi-utenza, con possibilità di muti account. Interfaccia ottima, grande personalizzazione dell’aspetto e integrazioni anche grazie al sistema di API.

Possibilità di creare molti moduli di pagamento a cui dare quindi il nome del servizio, esempio PayPal, Carta di Credito, Mister Cash, Giropay, Sofort, etc., a BankTransfer a Sofort

Ottimo sistema di sicurezza anti frode, per quelle transazioni che il sistema reputa sospette, le congela, e da la possibilità a merchant di investigare sull’acquirente e quindi autorizzare manualmente la transazione, elimina parecchi mal di testa.

Svantaggi:
Anche se l’assistenza è piuttosto rapida, con risposte in 30 minuti massimi h24, rispondono solo via ticket ed il supporto ad oggi è in sola lingua inglese, apriranno in italiano ma non si sa quando.

Tariffe:
Tariffe tra le più basse sul mercato, di base il sistema comporta 75€ di attivazione una tantum (gratuite se passate attraverso di noi, in quanto siamo partner)

commissioni di 1,8% + 0,15€ a transazione, percentuali e carichi che possono scendere in base al fatturato mensile.

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

Commisioni : (tariffa 1,8%) 180€ + (0,15 x 100) 15€ = 195

 

metodo di pagamento Google Wallet
metodo di pagamento Google Wallet

6- Google Wallet

Google Wallet era nato con grandi propositi, da mio punto di vista ben fatto e soprattutto economico, in quanto è gratuito. Ma purtroppo ha grossi limiti per decidere di usarlo, ad esempio funziona solo per il mercato usa e uk. NOn tutte le attività commerciali posso usarlo, e permette scambi solo con chi ha registrato la carta di credito sul sistema, il principio èer intenderci è quello di PayPal Me, quindi lo cambio di danaro, tra utenti, lo stesso metodo di pagamento lo ha implementato facebook ma non lo abbiamo testato.

Vantaggi:
Costo zero velocissimo da integrare e interfaccia molto facile da capire

Svantaggi:
Attivo solo per utenti USA e UK, ha un sacco di limitazioni, funziona solo tra utenti registrate a google wallet

Tariffe:
0% + 0€

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno: 0€

 

metodo di pagamento amazon payments
metodo di pagamento amazon payments

7- Amazon Payments

il sistema di pagamento di Amazon Pay è un metodo di pagamento che molto lentamente sta vedendo luce, in italia è ancora poco utilizzato mentre le altre nazioni europee e senza manco dirlo gli Stati Uniti, lo implementano i moo più consistente.

Esistono plugin per Woocommerce, Magento, Prestashop, OpenCart, Shopify e ZenCart, quasi tutte le piattaforme e-Commerce Open Source più importanti In sostanza il cliente che decide di pagare usando Amazon Pay dice ad Amazon di pagare il fornitore per conto suo, poi amazon accederà ai fondi o alla carta di credito registrata sul sito Amazon.

Tariffe non proprio basse, anche se allineate con PayPal

Vantaggi:
Da test effettuati da noi abbiamo notato un aumento della credibilità, grazie al bollino pagamento di Amazon, anche se poi abbiamo notato molti abbandoni prima dell’autorizzazione e switch ad altri pagamenti, probabilmente dovuto all’idea che poi il merchant abbia i dati della carta di credito.

Svantaggi:
Interfaccia terribile, costi alti, sottoscrizione del contratto amazon sulle politiche resi, quindi ad ogni starnuto del cliente finale il merchant dovrà abbassare la testa. Recupero danaro in percentuali ridotte solo 2 volte al mese

In caso di disputa, dove Amazon lo reputa applicabile (quindi sempre), chiede una fee a prescindere da come evolva, di 20€ tanto per mettere in chiaro che NESSUN MERCHANT DEVE MAI CONTESTARE AMAZON.

Tariffe:
pagamenti di clienti nella nazione del Merchant 2,90% di commissione più 0,30€ a transazione
pagamenti di clienti nazione non del Merchant 3,90% di commissione più 0,30€ a transazione

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:

Transazioni domestiche: (tariffa 2,9%) 290€ + (0,30 x 100) 30€ = 320€
Transazioni estere: (tariffa 3,9%) 390€ + (0,30 x 100) 30€ = 420€

 

metodo di pagamento Sofort Banking
metodo di pagamento Sofort Banking

8- Sofort

Sofort è un bellissimo sistema di pagamento che fornisce autorizzazioni direttamente dai conti correnti bancari di mezza europa, è in poche parole un bonifico immediato. In italia sinceramente non l’ho ancora visto applicato, e in quei clienti in cui lo abbiamo inserito non son state fatte transazioni italiane, ma è molto usato in  Germania, Inghilterra e Francia, quindi ottimo per chi vende in queste nazioni.

Vantaggi:
Il bonifico  è immediato, quindi il merchant avrà i soldi direttamente sul conto come per una carta di credito, senza dover attendere i due giorni per la verifica. Altro vantaggio non trascurabile è l’operazione di verifica dei pagamenti ricevuti, in questo caso è automatico mentre con i bonifici classici SEPA bisogna effettuare controllo e autorizzazione manuale.

Svantaggi:
Non conosciuto in italia, gli utenti che non conoscono questo sistema si sentiranno a disagio nel doversi loggare con il loro account di home banking sulla schermata di SOFORT.

Tariffe:
Canone di attivazione Una Tantum di 39€
commissione 0,9 % + 0,25 € a transazione

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commisioni : (tariffa 0,9%) 90€ + (0,25 x 100) 25€ = 115

 

metodo di pagamento Payza
metodo di pagamento Payza

9- Payza, conosciuto anche come AlertPay

Payza è un altro sistema di pagamento online che non ha nulla di più e nulla di meno di tanti altri metodi di pagamento, ne parlo perché qualche cliente lo aveva e ne ho quindi fatto conoscenza.

Pressoché sconosciuto in italia ma abbastanza usato negli stati uniti e molto di più in Inghilterra, fino a qualche anno a si chiamava AlertPay

Accetta come metodo di pagamento anche i BitCoin.

Vantaggi:
Facilissimo da integrare, moto versatile e pannello di backend molto intuitivo e ben fatto nulla che vedere con lo scomodo Paypal. Accetta vari metodi di pagamento quali trasferimento denaro tra un conto e l’altro di Payza, payPal, BitCoin, Carte di credito

Svantaggi:
Pressoché sconosciuto in italia, uno dei tanti sistemi, assistenza solo in inglese e solo via ticket con tempi di attesa di circa una giornata lavorativa.

Ogni trasferimento di danaro sul conto corrente costa 2,50€ e impiega circa 7 giorni.

Tariffe:
commissione di 2,9% + 0,130€ a transazione

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commisioni : (tariffa 2,9%) 290€ + (0,30 x 100) 30€ = 320

 

metodo di pagamento Payoneer
metodo di pagamento Payoneer

10- Payoneer

Payoneer è un sitema di pagamento molto usato nelle affiliazioni, tantissimi sistemi usano questo metodo quali, Amazon, AirBnB, Cdiscount, Rakuten, Fiverr, GAffiliate, etc.

Per i grossi costi io l’ho sempre sconsigliato ai miei clienti come metodo di pagamento nell’ecommerce, ma tanti blogger che fanno affiliazioni lo usano, quindi in caso di strategia marketing di affiliazione, vale la pena inserirlo

Vantaggi:
Il metodo di pagamento più usato nelle affiliazioni, lo stesso payoneer ha un programma di affiliazione, buona l’interfaccia backend

Svantaggi:
Transazioni care, fanno pagare ogni mossa, fanno pagare persino i bonifici non andati a buon fine. Non conviene usarlo come metodo di pagamento per le transazioni di merce nello shop o si pagano anche i resi.

Tariffe:
Commissione del 3%
trasferimento del danaro sul conto corrente: 2% se i soldi sono di valuta diversa da quelli ricevuti, 1,5€ per accredito di euro su euro.
Trasferimenti non andati a buon fine 1€

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commissioni : (tariffa 3%) 300€  = 300

 

metodo di pagamento PayMate
metodo di pagamento PayMate

11- Paymate

PayMate è un ottimo strumento di pagamento sia online che fisico, utilizzatissimo nel mercato Australia e Nuova Zelanda, nel resto del mondo è pressoché sconosciuto, te ne parlo perché per l’ho utilizzato e mi è piaciuto molto.

Usa lo stesso concetto dei vari Braintree, PayPal, etc quindi permette transazioni a chi ha un account e un portafoglio, ma accetta anche pagamenti di vario tipo

Vantaggi:
Accetta carte di credito e sistemi usati in Oceania, possibilità di vendita in tutto il mondo, possibilità di utilizzo di pos fisico, ottimo sistema antifrode, controllano loro le transazioni e quelle approvate sono garantite.

Svantaggi:
Non conosciuto fuori dal’Oceania

Tariffe:
d 2,60 a 3% a transazione più una commistione di 0,50$ (0,35€) australiani

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commissioni : (tariffa 3%) 300€ + (0,35 x 100) 35€ = 335

 

metodo di pagamento clickandbuy
metodo di pagamento clickandbuy

12- ClickandBuy

ClickandBuy è un metodo di pagamento molto simile a PayPal e gli altri metodi di pagamento con wallet, io non lo apprezzo particolaremente, lo aveva un cliente che lavorava con il mercato Tedesco.

Vantaggi:
Molto attenti alla privacy dei clienti, ottimo sistema di  anti-frode no dei migliori visti.

Svantaggi:
Costi alti, assistenza risponde solo via ticket ed impiega circa 2 giorni nelle risposte. Pressoché sconosciuto fuori dalla Germania.

Tariffe:
circa 3% a transazione e 1% di commissione per i prelievi, prelievo minimo 11€

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commissioni : (tariffa 3%) 300€

 

metodo di pagamento Hipay
metodo di pagamento Hipay

13- Hipay

Hipay è un sistema di pagamento online molto interessante, per quanto sia quasi sconosciuto in italia consiglio comunque di dargli un’occhiata. Per i micro pagamenti la sua versione HipayMobile è molto avanti rispetto a chi come Facebook, Google e PayPal sta investendo.

Permette il pagamento attraverso SMS o chiamate telefoniche, l’utente che vuole effettuare un pagamento di pochi € può chiamare un numero di telefono o inviare un sms e ottenere un codice che userà per il pagamento.

Molto versatile e bene fatto.

Hipay è integrata circa 200 metodi di pagamento presenti in tutto il mondo, aggrega in esso moltissimi metodi, io l’ho conosciuto grazie a ePrice, lo reputo più un aggregatone di pagamenti che un sistema unico.

Vantaggi:
La versione HipayMobile è Ottimo sistema per ii micro pagamenti, facilissima l’integrazione, ben fatto il backend.
Hipay ha un ventaglio ampissimo di sistemi di pagamento integrati, ideale per chi vende in tutto il mondo, sistema ottimo per chi ha un market Place, ottimo sistema di controllo frodi, tra i migliori provati, ha un servizio di qualità del transato ottimo e mette in sicurezza i merchant.

Svantaggi:
Praticamente sconosciuto in italia,  un po’ complessa la tabella prezzi

Tariffe:
Commissioni sul venduto che variano in base al volume mensile transato, e al tipo di pagamento o carta di credito con variazioni dallo 0,90€ a 2,90€

sistema di pagamento hipay
Tabella commissioni sistema di pagamento HiPay

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Commissioni : (tariffa 2,5%) 250€ = 250

metodo di pagamento Gestpay
metodo di pagamento Gestpay

14- GestPay

Gestapy è un sistema di pagamento multi canale di banca sella che permette di accettare pagamenti da tutto il mondo con molti metodi di pagamento come ad esempio PayPal, Sofort, praticamente tutte le carte d credito disponibili e molto altro.

Gestisce i pagamenti ricorrenti

Vantaggi:
Ottima interfaccia, sistema di pagamento direttamente sul sito e e con grafica personalizzabile, assistenza veloce nel rispondere, ma dipende anche dal tipo di contratto, possibilità di pagamento anche via call center

Svantaggi:
Tariffe alte, contratto base caro e con poche possibilità. più piani con tariffe e opzioni differenti, backend veramente pessimo per non smentire i gatway italiani.

Tariffe:
Due tariffe:
Base: 16€ costo una tantum di attivazione + 3,00% commissione + 0,35€ a transazione
advanced: 166€ costo una tantum di attivazione + 15€ mensili + 3,5%

Ipotesi di Transazione:
Ipotizzando 100 ordini da 100€ i costi saranno:
Base:  (tariffa 3,00%) 300 + (0,35€ x 100)  35€ =  335€
advanced: 15€ (canone mensile) + (tariffa 3,50%) 350 = 365€

Comparazione Tariffe Metodi di Pagamento

Abbiamo usato come calcolo di paragone per le tariffe un calcolo semplice di 100 ordini da 100€ chiaramente questi valori possono variare in base al fatturato o al numero di transazioni, ad esempio un numero maggiore di transazioni penalizza chi ha un costo fisso a vendita, rispetto al solo fatturato.

 

Servizio Tariffe Calcolo 100 ordini 100€
PayPal da 1,8% a 3,4% +0,35€ per ogni transazione 305€
PayPal Pro da 1,7% a 2,5% +0,35€ per ogni transazione +29€ di abbonamento mensile 234€
Stripe commissione 1,4% +0,25 € per le carte europee.
commissione 2,9% +0,25 € per le carte non-europee
Carte di credito europee: 165€
Carte di credito non cee: 315€
Braintree commissione 1,9% + €0,30 a transazione,
+1% per transazioni fuori nazione di registrazione
Transazioni domestiche: 220€
Transazioni estere: 320€
Skirill Visa: 1,90%
Mastercard: 2,25%
Amex: 2,50%
Visa: 190€
Mastercard: 225€
Amex: 250€
MultiSafePay commissione 1,8% + 0,15€ per ogni transazione – 75€ una tantum attivazione 195€
Google Wallet 0% + 0€ 0€
Amazon Pay commissione 2,9% +0,30 € per Transazioni domestiche
commissione 3,9% +0,30 € per Transazioni non domestiche
Transazioni domestiche: 320€
Transazioni estere: 420€
Sofort commissione 0,9 % + 0,25 € a transazione – 39€  una tantum attivazione 115€
Payza commissione di 2,9% + 0,30€ a transazione 320€
Payoneer Commissione di 3% = 300 300€
PayMate commissioni da 2,60 a 3% + 0,50$ australiani  (circa 0,35€) 335€
ClickandBuy Commissione di 3% = 300€ + 1% sul prelievo di danaro 300€
HiPay Commissioni dal 0,90€ a 2,90€ variazione su volume e tipologia pagamento 250€
GestPay Commissione base 3,00% 0,35€ a transazione
Commissione piano advanced: 15€ canone mensile + tariffa 3,50%
Base:  335€
Advanced: 365€

 

C- Altri sistemi di pagamento elettronici per e-commerce

Altri sistemi di pagamento comprendono Contrassegno, anche se in verità è un servizio di spedizione, il bofico bancario classico (o sepa) le ricariche Poste Pay e  i finanziamenti.

C’è da dire che il contrassegno è tipico del mercato italiano popolo abbastanza diffidente, mentre pagamenti come il bonifico e il finanziamento sono usati solo per alcune tipologie di importo, per la poste pay c’è molto da dire.

1- Contrassegno

Il metodo di pagamento per mezzo di contrassegno o pagamento alla consegna, è molto usato in italia, anche se c’è una contro tendenza anche grazie ai market place quali spartoo, amazon ibs etc..

Il contrassegno è un modo per rendere i clienti sicuri della consegna, ma porta con se tanti problemi per il merchant:

  1. Costo del contrassegno,
  2. Mancati ritiri da parte del cliente,
  3. Costi di giacenza,
  4. Costi per eventuali ritorni al merchant,
  5. Tempi lunghi per l’accredito sul conto corrente del danaro.

Quindi il contrassegno è una bilancia tra sicurezza offerta al cliente e problemi che deve sobbarcarsi il merchant, spesso non vale la pena averlo come metodo di pagamento, perché i margini vengono erosi dai costi e dai problemi, non ultimo per chi fa dropshipping, si trova in magazzino merce che spesso non riuscirà a rivendere.

Valuta tu se attivarlo o meno, se lo fai, magari evita di farlo per prodotti oltre un certo costo o sulla quale hai poca marginalità.

Definire un costo di contrassegno è impossibile in quanto molto dipende dall’accordo preso con il il corriere, spesso si parla di 3 o 4 € in alcuni casi di una percentuale sull’incasso. Cerca di spuntare il miglior accordo possibile, ma sopratutto fa attenzione alle clausole aggiuntive come ad esempio i costi di giacenza mediamente attorno ai 10€.

 

2- Bonifico

Il bonifico bancario anticipato è il metodo preferito dai merchant perché non ha un reale costo di incasso, anche se in verità porta con se impegno lavorativo, ogni giorno bisogna controllare gli arrivi, combaciarli con gli ordini in attesa di pagamento, effettuare un matching e in modo manuale autorizzare la spedizione del prodotto. Queste operazioni portano via almeno 5 minuti se non 10 per un ordini al giorni può non essere un problema, ma diventa oneroso quando gli ordini diventano molti per 20 ordini vuol dire perdere almeno 2-3 ore.

Ci sono sistemi come Sofort che migliorano queste problematiche riducendo i tempi di attesa e soprattutto evitando lavoro di controllo nei giorni successivi.

 

3- PostePay

Io odio in modo viscerale PostePay. vero che per i clienti finali è un bel modo di avere una carta ricaricabile e in caso di furto può essere minimo il danno.

Ma le poste sono il vortice dell’incompetenza, non entro in merito ai costi, che sono solo di 1€ per il prelievo del danaro ogni 500€ massimi giornalieri, quindi se vi clonano la carta non potete neppure prelevare tutto il dannaro per evitare il furto.

Garanzie per il merchant zero, le truffe sono tantissime, e il merchant perde i soldi senza nessuna garanzia, non a caso sono usatissime per gli acquisti online di elettronica.

Il tutto si deve ad una serie di fatti concatentati, ebay si stava trasformado nel più grande negzio di truffatori e per molti venitori Truffaldini usare PayPal in cui dovevano pagare commisioni e avrebbero potuto avere i fondi bloccati, la scelta di spingere a ricariche di Posteay è stato il passo successivo.

purtroppo a metà 2000 c’è stato un altissimo numero di truffe sia da pare di merchant che di acquirenti ed il comun denominatore era la poste pay dato che non dava garanzie a nessuno.

Io ti sconsiglio caldamente di accettare pagamenti su ricariche poste pay, permetti però al tuo circuito di carta di credito di accettare la poste pay come carta di credito.

Uomo avvisato  ….

 

4- Finanziamenti

Come metodo di pagamento il finanziamento è usato sopratutto in beni il cui costo supera i 500 600€ molto usato quindi nelle attrezzature sportive (settore da cui io provengo con il mio primo e-Commerce) il bianco (in gergo sono gli elettrodomestici).

Oggi Grazie ad Agos e Findomestic (ce ne saranno altre ma io conosco questi due prodotti) è possibile fare finanziamenti online, cioè senza che il cliente sia materialmente in negozio, e sopratutto senza che debba mandare documenti al merchant, questo metodo di pagamento è un’ottimo strumento per spingere all’acquisto di beni il cui costo non è indifferente.

C’è un vataggio che ho sperimentato nel tempo, chi apre un finanziamento non è poi portato ad effettuare resi, mentre a me capita spesso che mi toccasse ritirare tapis roulant pagati in contanti. UN vero fastidio, una volta capito che il finanziamento mi dava anche questo vantaggio, ho iniziato ad usarlo come sistema di acquisizione, quindi offrendo finanziamenti a tasso zero.

con Findomestic riuscivo a pagare il 5% di commissioni per finanziamenti tasso zero (al cliente, ma qualcuno deve pagare l’interesse) per 10 rate.

Questo stratagemma mi diede un grosso aumento delle vendite e un bassissimo , prossimo al nullo, richieste di reso.

Io ti consiglio di sentire le aziende citate e farti fare un preventivo, potrebbe essere un’ottima idea implementare anche nella tua azienda come metodo di pagamento, il finanziamento.

Persone indecise posso essere allettate dalla possibilità di rateazione.

 

Conclusione

Di metodi di pagamento ce ne sonno moltissimi il ventaglio di offerte è ampissimo, la prima scelta che devi fare è legata ai costi di commissione, la seconda è relativa al mercato, perchè proporre in italia un pagamento sconosciuto è inutile, allo stesso modo proporre negli stati uniti il contrassegno se spedisci dall’Italia è impossibile, o troppo oneroso.

Un’altra scelta va fatta in base ai problemi a cui potresti incorrere, ad esempio per la mancanza di assistenza o come per postepay per tutti i problemi relativi alla sicurezza.

Soprattutto sperimenta sempre, se hai un dubbio: Sperimenta.

 

tu che metodi di pagamento usi e come ti trovi?

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Citazioni Marketing e Vendita https://www.sarao.it/citazioni-marketing-vendita/ https://www.sarao.it/citazioni-marketing-vendita/#respond Thu, 16 Feb 2017 11:15:38 +0000 https://www.sarao.it/?p=14045 Oggi articolo insolito, una presentazione di citazioni belle e utili in Marketing e Vendite per un eCommere   Slide citazioni marketing vendita from Fulvio Sarao        

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Aprire attività commerciale nel 2017 opportunità o pazzia? https://www.sarao.it/aprire-attivita-commerciale-nel-2017-opportunita-pazzia/ https://www.sarao.it/aprire-attivita-commerciale-nel-2017-opportunita-pazzia/#respond Sat, 05 Nov 2016 21:10:17 +0000 https://www.sarao.it/?p=13388 Aprire un’attività commerciale oggi è una mossa sensata? Avviare un eCommerce può garantire lauti guadagni come si dice oppure è un canale che assorbe spese e non produce utili? In questo articolo ti voglio presentare una visione globale sul mercato online, sulle aspettative del commercio italiano e sulle sue evoluzioni cercando di capire se oggi è redditizio oppure perdente aprire un eCommerce in Italia   PRIMA PARTE: Andamento Economico, Dati ... Approfondisci

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Aprire un’attività commerciale oggi è una mossa sensata? Avviare un eCommerce può garantire lauti guadagni come si dice oppure è un canale che assorbe spese e non produce utili?

In questo articolo ti voglio presentare una visione globale sul mercato online, sulle aspettative del commercio italiano e sulle sue evoluzioni cercando di capire se oggi è redditizio oppure perdente aprire un eCommerce in Italia

 

PRIMA PARTE: Andamento Economico, Dati

L’italia non se la passa molto bene, lo sviscera molto bene  Massimo Donelli in un articolo apparso sulla Svizzera italiana (Articolo i conti dell’italia), oramai dall’inizio del 2000 l’italia dal punto di vista economico sta soffrendo,  se prendiamo il PIL (prodotto interno lordo) come metro di misurazione si nota che dal 2000 al 2008 c’è stato dì un aumento del PIL di una media di circa 1,7 punti percentuali annuali che può sembrare ottimo, ma è pessimo se rapportato alla media UE che era del 2,5%.

Negli Anni tra il 2008 e il 2009 abbiamo subito un crollo verticale che ha distrutto anche quel poco aumento creato, “La Crisi” ha concretamente ucciso l’economia Italiana. A seguire c’è stato un aumento ma sostanzialmente il 2016 si affaccia al 2017 con lo stesso PIL che avevamo nel 2000, è come se questi 17 anni passati non fossero esistiti.

Trend Pil Italia
Trend PIL Italia 2000-20016 (immagine di  TheAtlas) [Clicca sull’immagine per ingrandire]
Nel 20014 secondo Camera di Commercio è stato prodotto un fatturato di  2.324.682.537.000€ e concorrono a questo monte in ordine di fatturato:

  1. Il Manifatturiero con 33,69%
  2. Il Commercio con il 29,74%
  3. i Servizi con il 20,41%
  4. Altre Industrie con il 10,11%
  5. Costruzioni con il 5,11%
  6. Agricoltura con lo 0,94%
dati fatturato italia 2014 commercio
Dati fatturato Italia 2014 (fonte Camera di Commercio) [Clicca sull’immagine  per ingrandire]

Questi dati mostrano come buona parte del nostro fatturato sia generato dal Commercio e dall’ Industria e che l’Agricoltura sia una fonte marginale di reddito, questi dati sono importantissimi se visti in ottica di apertura di un’attività commerciale, vedremo più avanti come sfruttarli.

Altro dato importante rilevato da Camera di Commercio è il numero di aperture e chiusure delle attività in Italia e i dati demografici dei proprietari:

 

dati demografici e numero aziende presenti in italia
dati demografici e numero aziende presenti in italia (fonte camera di commercio) [Clicca sull’immagine per ingrandire]

Il primo dato mostra aperture e chiusure delle attività, mentre la seconda tabella mostra la dislocazione demografica dei proprietari della imprese attive a giugno 2016, questa tabella ci indica che:

  • In italia al giugno 2016 sono attive 5.153.222 aziende;
  • 1 azienda su 4 è riconducibile all’artigianato;
  • 1 azienda su 5 ha un titolare di sesso femminile;
  • 1 azienda su 10 ha un titolare non italiano;
  • 1 azienda su 10 fa parte dell’imprenditoria giovanile.

Cosa ci dicono questi dati?

Siamo formalmente in un momento di recessione (cioè l’economia non cresce) ma comunque si vede un cambiamento di rotta.

Le economie sponsorizzate dal governo sono quelle che soffrono maggiormente, che meritano però maggiore attenzione da parte di chi investe:

  • Imprenditoria Giovanile;
  • Imprenditoria Femminile;
  • Agricoltura.

Questo è il bando per le sovvenzioni per imprenditoria giovanile e femminile:  Bando imprenditoria giovanile e femminile 2016.

Qui invece si trovano finanziamenti per imprenditoria giovanile  nell’agricoltura:  http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4652

Fare commercio è possibile ma dato il momento di recessione, e la grande concorrenza è importante differenziarsi un’ottima strada può essere ad esempio l’apertura di un’azienda in imprenditoria Giovanile o femminile in campo agricolo e poi commercializzare i prodotti nel settore BIO o GDO.

 

Cosa succede nel resto dell’Europa?

Una breve analisi per mostrare cosa succede fuori dai nostri confini:

Se ci rifacciamo ai dati di Eurostat (presenti in questa pagina) mostrati di seguito, ci rendiamo subito conto che l’italia è tra i fanali di coda dell’europa, se fosse un  incontro di Boxe ad eliminatorie potremmo dire:

L’italia prende mazzate sui denti da tutti i grandi

Pil europa euostat
Pil Europa 2014 fonte eurostat [clicca sull’immagine per ingrandire]
Fonte: https://www.sarao.it/wp-content/uploads/dati-eurostat-pil.png
Se analizziamo i dati eCommerce nel mondo,  ci si accorge che l’italia è molto in dietro rispetto le altre nazioni il prodotto generato dal mercato eCommerce italia incide approssimativamente per il 5% del fatturato del commercio italiano, attestandosi quindi tra le ultime nazioni in ambito eCommerce.

ecommerce word trends from 2014 to 2015
Dati ecommerce 2bc nel mondo [clicca sull’immagine per ingrandire]
Le prime dieci nazioni al mondo per fatturato eCommerce vedono tra le prime chiaramente Stati Uniti molto aventi in questo settore ma anche le forti europee Gran Bretagna, Germania e Francia, se è scontata la Cina lo sono meno l’India, la Russia e la Corea del sud.

Le migliori 10 nazioni in vendite eCommerce
Le migliori 10 nazioni in vendite eCommerce [Clicca sull’immagine per ingrandire]

Infine da come si vede di seguito l’italia è la nazione con i maggior tasso di crescita in fatturato eCommerce, anche se va evidenziato che i dati più importanti sono attribuibili ai grandi player quali: Amazon, Ebay, Spartoo, ePrice, Uniero alcuni dei quali MarketPlace.

 

eCommerce: Italia Miglior Tasso di Crescita in Europa
eCommerce: Italia Miglior Tasso di Crescita in Europa [Clicca sull’immagine per ingrandire]

Molte big stanno investendo in italia convinte che il mercato interno negli anni futuri sia in crescita. Può essere quindi un buon momento per pensare al commercio eletronico

 

SECONDA PARTE: il commercio elettronico

L’evoluzione del Commercio elettronico

I tempi d’Oro degli inizi 2000 dove aprire un eCommerce anche senza alcun criterio, era garanzia di successo, sono ben lontani; Oggi sempre più spesso all’avventatezza di qualche anno fa un’imprenditore deve anteporre un’analisi accurata delle opportunità nell’aprire un eCommerce sia come unica risorsa che come Omnichannel.

Se 10 anni fa aprire un e-Commerce voleva dire scontrarsi con qualche piccolo negozio, spesso improvvisato in cantine o garage con venditori più o meno professionali in eBay, oggi purtroppo vuol dire combattere contro colossi come Amazon, Spartoo, Privalia, ePrice, e non è finita, la GDO si è accorta delle opportunità dell’eCommerce dopo che Amazon ha inserito nel 2015  il food, seguito a inizio 2016 dalle consegne in giornata con Amazon Prime Now.

Ho sentito alcuni imprenditori dire più o meno:

Questi vengono dagli stati uniti e vogliono insegnare a noi detentori della conoscenza sul Food, come vendere.

Si lo hanno fatto, Amazon sta modificando la percezione che il consumatore ha con il delivery, sempre più spesso si vedono messaggi in cui si da per scontata l’esperienza di acquisto amazon anche su altri negozi, quindi consegne in due o tre ore grazie a prime now o il sabato

 

Allo stato attuale le prospettive future sembrano concretamente difficili, tutti i marchi della GDO si stanno muovendo per creare o migliorare il canale e-Commerce fino ad ora snobbato, ne è esempio il sito CliccaIlPomodoro di Esselunga partito a spron battuto nel 2003 grazie a Giuseppe Caprotti il figlio diseredato dal patron del SuperMarket Milanese Esselunga, non è mai decollato, venne messo in un angolo come non desiderato un po’ come è accaduto al figlio che lo ha voluto, tempi forse troppo maturi, o modello carente.

E’ però notizia del’Aprile 2016 che Esselunga ha assunto l’ex numero 1 di Amazon Italia Martin Angioni (leggi la notizia sul corriere.it) per cercare di colmare il divario che Esselunga ha con Amazon.

Coop ha commissionato la realizzazione del suo eCommerce che dovrebbe esser pronto per inizi 2017, Iper e auchan hanno introdotto nel loro ecommerce l’opzione Pick and Pay … per garantire la tenuta della catena del freddo per i deperibili e agevolare ad esempio chi come noi fa orari assurdi che di entrare in un supermercato poco prima della chiusura di voglia proprio non ne ha.

Non dimentichiamo poi che la globalizzazione ha fatto in modo tale che in Europa entrassero merci da paesi  sino a qualche decennio fa definiti “Lontani” come la Cina, prima solo con la distribuzione  di cui prodotti ora venduti direttamente come ad esempio i prodotti di Huawei e Honor, per quanto riguarda elettronica e abbigliamento si trovano prodotti assurdamente economici spediti in Italia direttamente da venditori Cinesi.

Possiamo quindi constatare anche nel mondo eCommerce sta avvenendo una trasformazione del commercio, come è avvenuta negli anni 90 nel commercio offline a favore della GDO a discapito dei piccoli negozianti; Prezzi bassi e la varietà stanno prendendo il sopravvento su servizio e spesso qualità. La storia si ripete sempre.

“La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie.”
Charles Alexis De Tocqueville

Mi è sempre stato insegnato che dalla storia si deve apprendere il futuro, in quanto difficilmente un comportamento di massa mostra grandi stravolgimenti dei dettami sociologici; Normalmente ciò che già è stato, sarà.

Parlando di eCommerce è verosimile presupporre che la storia avrà un’evoluzione simile a quella del commercio off-line, anche se con tempi molto più stretti.

Possiamo quindi immaginare che lentamente i grandi negozi generalisti  la faranno da padroni, come sta accadendo proprio adesso.

I piccoli negozi potranno emergere se eviteranno di scontrarsi in modo diretto con questi “Giganti”, e decidano di offrire servizi sempre più specialistici.

La Soluzione Vincente

Oggi non esistono più quelle vecchie realtà di piccola distribuzione come i mini market, i bazar, le mercerie; Oggi lavorano e lo fanno anche molto bene, quelle realtà che si sono differenziate, che offrono qualcosa che la Grande Distribuzione non può dare, almeno per ora:

  1. Qualità del prodotto;
  2. Servizio e assistenza sopraffine;
  3. Prodotti artigianali o di nicchia;
  4. Capillarità;
  5. Sensazione di Amicizia;
  6. Ricerca di soluzioni e particolarità.

Non dimentichiamo ad esempio che molti consumatori per la qualità sono disposti a pagare qualcosa in più, sempre più negozi di alimentari stanno aprendo e si stanno affermando grazie ai prodotti di nicchia o ricercati che offrono, sopratutto  Bio, a Km 0 o prelibatezze non disponibili nella GDO.

Al medesimo modo se si vuol emergere nell’eCommerce non ha senso vendere quello che si può trovare su Amazon, o su Alibaba o su Spartoo, fare concorrenza ai grandi è da stupidi e perdenti in partenza.

La vendita di prodotti non paragonabili/confrontabili è la vera soluzione, negozi come Cortilia, vendono prodotti che costano mediamente 3 volte in più rispetto ai prezzi della grande distribuzione, ma il modello si regge sul concetto che i prodotti sono a KM 0, coltivati in modo naturale, non meccanizzato, non industrializzato, e sopratutto offrendo Frutta e verdura che ha il Sapore vero di madre natura,  a differenza dei sapori inesistenti e piatti dei vegetali da super mercato. Chi cerca questo è disposto a pagare il servizio e la differenza.

 

Cerchiamo di rispondere alla domanda posta all’inizio:

Ha realmente senso aprire un eCommerce nel 2017?

Secondo me si, e spiego anche il perché:

Il mercato Italiano di commercio elettronico come già spiegato all’inizio di questo articolo,  vale solo il 5% del totale del commercio, è un valore molto basso, sopratutto se paragonato al 44% di Uk o al 36% della Germania 26% della francia , in Italia solo il 20% della popolazione fa acquisti online contro una media europea del 47%.

Dati ecommerce
Clicca per ingrandire

Sono proprio questi dati che hanno convinto moltissime aziende estere ad investire in Italia, sia eCommerce che nell’offerta di servizi ai Merchant.

Risulta quindi  evidente da questi dati e prospettive eCommerce che il futuro sarà sempre più roseo e la domanda crescerà, spostando una parte degli acquisti dall’OffLine all’On-line. Non dimentichiamo poi che siamo la nazione che in rapporto alla popolazione ha i maggior numero di anziani e la seconda al mondo per età massima (fonte corriere della sera), bello e bravi, ma  pochissimi pensionati acquistano online, purtroppo oggi uno strumento usato solo dai più giovani, ma questi giovani saranno gli acquirenti di domani.

Da un rapporto drammatico si nota che nel 2016 per ogni 100 ragazzi fino a 15 anni, sono presenti ben 161 anziani over 65 (fonte tuttitalia.it), un divario veramente pesante.

Una scelta attuale a breve termine potrebbe contemplare ad esempio sfruttare questo tipo di utenza, ad esempio con vendita di servizi o prodotti tipici per gli anziani, come gli elettromedicali, i prodotti per l’assistenza o la deambulazione ecc..

Altra strada percorribile è aggredire il mercato estero con i propri prodotti di artigianato sfruttando anche piattaforme quali Etsy oppure dedicarsi alla produzione di prodotti agricoli biologici per poi distribuirli attraverso un eCommerce locale o a più ampio raggio.

 

Conclusione

In conclusione il mercato interno è stagnante, ma desideroso di novità, chiunque si cimenti nella vendita online non può assolutamente sperare di sopravvivere cercando di fare battaglie ai Big, si vince solo differenziandoci con un modello di business che emerga ed offra unicità sia nell’esperienza di acquisto che/o nel prodotto.

Chi improvvisa e “Prova” a fare commercio elettronico è destinato a scomparire entro pochi mesi dall’apertura.

Il mercato nei prossimi anni sarà decisamente interessante e pieno di prospettive, è possibile fare grandi numeri, ma sarà anche la morte di quei siti eCommerce che non saranno stati in grado di emergere dalla massa.

 

 

 

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Difficilmente scrivo sul mio blog o sui social di argomenti non inerenti la mia attività lavorativa, ma in questi giorni ho riflettuto molto su un male comune, dato dall’abbondanza di contenuti di valore.

Faccio un passo in dietro, settimana scorsa ho deciso di rendere disponibile a chi lo volesse un ebook da me scritto nell’estate del 2015, era parte di un ebook che venne distribuito da Vignali assieme ad altri contenuti di qualità di altri professionisti.

Regalarlo mi sembrava giusto, perché anche se una sola persona fosse riuscita a migliorare la sua attività di vendita online grazie al mio ebook, io ne sarei stato felicissimo.

Oggi nel mondo se hai una domanda, se vuoi imparare, se hai una difficoltà,  puoi attingere a moltissimo materiale gratuito messo a disposizione da persone che come me vogliono divulgare quello che conoscono. Tutta questa abbondanza di Materiale e di conoscenza, rende il contenuto Povero e con esso si degrada l’intento di chi lo ha pubblicato.

Mi rendo conto che tutta quest’abbondanza renda nullo il lavoro di chiunque voglia fare divulgazione, ma veniamo al dunque:

Ho chiesto nome  e mail a chi avesse voluto scaricare l’ebook, molti lo hanno scaricato usando mail temporanee, non ho messo blocchi perché mi sembrava da nazista, tanti altri hanno inserito mail farlocche e nomi assurdi.

Quando in cambio di un contenuto si chiede mail e nome tu utente finale puoi:

  1. Evitare di scaricare il contenuto, dato che non c’è obbligo medico o amputazione di un arto in caso di astensione;
  2. Scaricare e pagare per questo, e se il pagamento consiste in una mail, evita di rubare.

Io capisco che in una nazione dove il sentiment comune è accaparrare, prevaricare, inchiappettare; prendere un contenuto senza ringraziare con una mail vera sia normale, ma forse dovremmo cambiare atteggiamento.

Noi che divulghiamo contenuti, ci siamo fatti il paiolo quadro per apprendere quel che sappiamo, e produrre un ebook o un post implica molte ore di lavoro, per alcuni rubate alla famiglia o allo svago serale delle TV, forse un minimo di rispetto sarebbe auspicabile.

Un caro amico mi ha detto, non ti lasciano le mail vere perché hanno paura dello spam, Ha ragione, come dargli torto? ma se il motivo è quello allora  il poco rispettoso del lavoro altrui dovrebbe evitare di richiedere il mio contenuto.

Detto questo e sfogatomi per bene, io continuerò a scrivere post di valore, ma tu se puoi per cortesia evita di offendere il mio lavoro con mail farlocche, o semplicemente evita il mio contenuto

Buona vita

 

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eCommerce Ma Quanto Mi Costi? https://www.sarao.it/ecommerce-quanto-mi-costi/ https://www.sarao.it/ecommerce-quanto-mi-costi/#comments Sat, 20 Aug 2016 15:57:58 +0000 https://www.sarao.it/?p=12633 Quanto costa un eCommerce? Ti sei mai chiesto quali siano i veri costi dell’apertura di un eCommerce? non è solo l’acquisto del negozio online, ci sono molti costi di cui devi tener conto nell’apertura del tuo e-commerce. Leggi l’articolo e avrai un quadro completo di tutti i costi che compongono un ecommerce Quanto costa realizzare un eCommerce? questa è domanda che in assoluto mi è stata posta più volte da quando mi ... Approfondisci

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Quanto costa un eCommerce?
Ti sei mai chiesto quali siano i veri costi dell’apertura di un eCommerce? non è solo l’acquisto del negozio online, ci sono molti costi di cui devi tener conto nell’apertura del tuo e-commerce. Leggi l’articolo e avrai un quadro completo di tutti i costi che compongono un ecommerce

Quanto costa realizzare un eCommerce? questa è domanda che in assoluto mi è stata posta più volte da quando mi occupo di e-commerce. Nella realizzazione di un progetto di vendita online, di qualsiasi genere esso sia, presto o tardi bisogna fare i conti con i costi che bisognerà sostenere per la realizzazione del proprio ecommerce.

In questo articolo cercherò di rispondere in modo chiaro quali sono tutte le spese che si sostengono per la realizzazione di un eCommerce.

 

Doverosa Premessa:

Quanto leggerai di seguito è dato dal esperienza professionale quindi i calcoli sono reali realizzazioni di ecommerce professionali e affidabili. Esistono poi i cosiddetti “Cuggggini” che svolgono lavori pessimi e sottopagati; Non ho preso in considerazione i lavori fatti da fuffaroli del web.

eCommerce costi per apertura commercio elettronico

Costo realizzazione e-Commerce

Quando ci si appresta a realizzare un progetto di vendita online, bisogna avere bene chiaro che la sua realizzazione non sarà economica ed è importante avere bene chiara quale sarà lo scenario economico preciso dei costi che si sosterranno.

, che i costi per la realizzazione dell’ ecommerce non è basso o irrisorio come in molti credono. Il più delle volte durante discussioni con potenziali imprenditori nel commercio elettronico sento affermazioni come la seguente:

“Voglio aprire un eCommerce per le grandi potenzialità e i costi contenuti rispetto al negozio tradizionale  ..”

Se pensi che aprire un ecommerce sia semplice e gratis, non continuare a leggere questo post, sopratutto esci dal mio blog 😉 

 

costo realizzazione e-commerce

Costo realizzazione Sito

Quando si vuole intraprendere la carriera imprenditoriale nel mondo eCommerce, Il primo costo a cui tutti pensano è la realizzazione della vetrina, cioè del sito ecommerce.

In verità un software può non costare nulla, perchè se prendessimo software open source come Magento, Prestashop o WooCommerce (per citare i tre più famosi) si possono scaricare ed usare gratuitamente.

Esitino però piattaforme che possono costare 100.000€ come Hybris di Sap o WebSphere di IBM.

C’è da capire che la vetrina è qualcosa che va cucita sull’esigenza che avrà l’eCommerce, usare sistemi standard senza personalizzazioni rende il progetto impersonale e identico a miglia di altri negozi di commercio eletronico.

Vediamo però i costi che di seguito suddividerò in tre differenti tipologie:

Partendo da una piattaforma eCommerce Open Source il costo della licenza non sarà presente, va però individuata la piattaforma più idonea del progetto che si vuol intraprendere. C’è da dire che una volta individuata la piattaforma d’interesse i costi di sviluppo di tempi, di template, di manutenzione, del server, etc. Cambieranno in base alla complessità del prodotto individuato

 

Possiamo dividere i budget in 3 tipologie di eCommerce

eCommerce Low budget entry level

  • Costo piattaforma = 0€
  • Personalizzazione = da 5.000€
  • Server = 1.500€ anno circa

eCommerce di qualità standard

  • Costo piattaforma = 0€
  • Personalizzazione = da 20.000€
  • Server = 4.000€ anno circa

eCommerce di qualità buona

In questa sezione ci sono gli ecommerce di qualità alta con ottime aspettative di vita, ci si può avvalere di piattaforme open source come base oppure closed source.

  • Costo piattaforma = da 0€ a 100.000€
  • Personalizzazione = da 50.000€
  • Server = 6.000€ anno circa

costi per plugin ecommerce

Costo per Plugin eCommerce

Preso o tardi ci si trova costretti ad acquistare plugin di vario tipo, dai più semplici ai più complessi e costosi. C’è da dire che affidandosi a piattaforme open Source è più facile trovare plugin già sviluppati dai costi contenuti mentre in caso di closed source può capitare di dover sviluppare un prodotto da zero con ovvi maggiori costi.

  • Costo Plugin già esistenti = da 0€ a 500€
  • Personalizzazione Plugin = da 200€
  • Costo sviluppo Plugin da zero = da 50€ a 80€ l’ora

costo gestionale ecommerce

Costo Gestionale

il costo del gestionale è forse il più importante del sito, anche se molti ignorano questa voce. In ogni progetto ecommerce che si rispetti il gestionale ERP (approfondisci l’argomento Gestionali ERP) dovrebbe essere il fulcro del progetto, mentre l’ecommerce è solo una vetrina di presentazione.

I gestionali migliori sono quelli di tipo Web based e sopratutto che integrino sia il magazzino che la parte economica del e burocratica, ci sono poi alcuni ERP che integrano anche CRM.

esistono gestionali da poche centinaia di € come l’economico Danea Easy Fatt il cui costo parte da 98€ chiaramente questo prodotto ha serissimi limiti e non è saggio basare il proprio lavoro su sistemi così fragili e poco versatili.

Sino ad arrivare a sistemi quale Sap il cui costo può superare i 100.000€

  • Costo gestionale entry = da 100€
  • Costo gestionale web based si media qualità = da 15.000€
  • Costo gestionale top di gamma  = da 80.0000€

Vanno poi aggiunti i costi di integrazione all’ecommerce che normalmente si attestano attorno ai 5.000€

 

 

costo software vari per ecommerce

Costo Software vari

I software di cui tener contro all’interno di un’azienda di eCommerce spaziano dalla semplice Chat, ad un sistema di Ticketing avanzato o a CRM completi. Non entro nello specifico ma di seguito ti indico alcuni dei principali software da usare:

  • CRM = da 20€ mese per utente (prezzo VTiger) a salire
  • Chat = da 0€ a 50€ utente al mese
  • Sistema di Ticketing  = da circa 10€ mese per utente
  • Sistemi monitoraggio spedizioni  = indicativamente 500€ l’anno

spese per il marketing di ecommerce

Spese per il Marketing

Questo è un’aspetto saliente di ogni progetto ecommerce che si rispetti, molti aprono un negozio di commercio elettronico e pensano che il mondo andrà a cercarli senza motivo, solo perché hanno aperto un ecommerce.

Purtroppo senza pubblicità il sito non avrà visite, e qualsiasi metodo si sceglierà sarà opportuno dedicare una grossa fetta del progetto proprio al marketing. I costi possono essere divisi in soluzioni  a breve, medio e lungo perdio. i costi possono essere più o meno alti. Non entrerò nel dettaglio in questo post, ma devi capire quale sia il costo di acquisizione di un cliente e su quello porre le tue basi.

Io consiglio sempre di investire un terzo del budget a disposizione nel primo anno, per poi aumentarlo negli anni successivi.

 

 

spese per la gestione logistica e-commere

Spese gestione Logistica

La logistica è la spina nel fianco di ogni ecommerce, va quindi creata una struttura che funzioni molto bene e che permetta di far lavorare il sitema nel miglior modo possibile.

le spedizioni non costano poco di corrieri ce ne sono tanti, alcuni dei quali creano più danni che vantaggi (approfondisci l’argomento corrieri leggendo articolo recensione corrieri).

Il magazzino ricorda che è un costo, sia per l’immobilizzazione della merce che per il costo vivo degli spazi. dovresti aggiungere ai costi queste voci:

  • Imballi = il costo chiaramente varia dalle deminesioni e dal tipo di pacco , ma indicativamente si va da 1€ per un pacco dimensione scarpe a 70€ per casse per tapis rulant
  • Spedizioni = quì è una giungla di prezzi, dovrai spuntare il migliore ma indicativamente si va da 5€ sino ai 3 kg a 100€ per prodotti sino a 200kg
  • Servizi accessori = dovrai tener coto di contrassengi 2-3 € a spedizione, di assicurazioni da 3€ a salire, giacenze indicativamente 10€ , resi al costo di due spedizioni (andata e ritorno)  ed altro

Ci sarebbero poi tante alte possibilità o costi, come ad esempio un servizio di logistica a 360°in cui il corriere aoltre ad occuparsi delal spedizione si occupa anche di stoccaggio e preparazione della merce per l’invio, ha grandissimi guadagni ma anche costi.

 

 

burocrazia e costi apertura ecommerce

Burocrazia e costi per aprire un ecommerce

Aprire un ecommerce non ha costi alti dal punto di vista della burocrazia, i costi sono quelli di una qualsiasi attività regolamentata quindi da cosa si sceglie, se ditta Individuale, SRL, SPA poi ci sarà la scia che si fa in comune, e li dipende dalle regole del comune stesso.

 

 

costi manutenzione ecommerce

la Manutenzione

I costi di manutenzione del sito, dei software vari e delle strutture hardware non li prend ein cosniderazione nessuno, ma sono un’importante voce nei conti finali

ti do dei costi indicativi:

  • Costi manutenzione eCommerce = esitono vari sistemi dal costo orario all’occorrenza circa 50€ l’ora a costi mensili fissi da 1000€ a salire;
  • Software = se ci si affida ad un’agenzia unica, per sito e per altri software i costi sono inglobati nella manutenzione indicata sopra altrimenti andrebbe aggiunto un costo simile al precedente;
  • Manutenzione Hardware= forse il costo che non andrebbe mai lesinato è quello per la manutenzione del server

costi totali apertura ecommerce

Totale costi progetto

Un progetto ecommerce a differenza di quello che molti imprenditori reputano è paragonabile all’avvio e la gestione di una normale attività commerciale, un negozio, qualsiasi sia il prodotto venduto, non può essere aperto con 1000€ o addirittura con 2 o 300€ (proposta che mi è stata fatta pochi mesi fa 🙂 )

Il minimo da investire per un negozio base includendo tutto, compreso budget marketing è per il primo anno minimo 100.000€

mentre per progetti  più ambiziosi i costi sono decisamente molto più importanti progetti che vogliono lavorare in più nazioni europee non possono non mettere in conto di spendere almeno 4 500.000€

 

 

Conclusione: Costo realizzazione eCommerce

Come è logico immaginare un progetto per la realizzazione di un sito eCommerce ha costi che oscillano molto. Ci sono tantissime possibilità ma risulta impossibile avviare un ecommerce a costo zero come molti pensano.

In italia chiudono fallendo il 95% degli ecommerce che aprono ogni anno, proprio per l’incapacità di comprendere che un ecommerce necessita risorse economiche e tecniche come per l’apertura di una qualsiasi attività commerciale.

Le possibilità e i guadagni sono alti, ma solo per chi avvia un ecommerce nel modo corretto.

 

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Le piattaforme ecommerce open source sono software il cui codice è aperto ed è quindi possibile scaricare il software per gli e-commerce in modo gratuito installarlo sul proprio server ed utilizzarlo in modo del tutto libero.

Inserirò di seguito una lista dei principali prodotti open source (significato di open source) per il commercio elettronico, ci tengo a sottolineare che non esiste una piattaforma ecommerce open-source perfetta, ogni software per il carrello elettronico, ha dei vantaggi e dei punti di svantaggio, cosa fondamentale è comprendere quale degli ecommerce open source gratuiti disponibili possa raggruppare la migliore soluzione per il progetto che si vuole sviluppare.

Il vantaggio dell’uso di piattaforme eCommerce Open-Source per il commercio elettronico è individuabile nei seguenti punti:

  1. Economia > la licenza d’uso dei prodotti open source è gratuita di conseguenza a conti fatti un ecommerce sviluppato su ecommerce gratuito, ha un costo minore;
  2. Sicurezza > una piattaforma ecommerce con moltissimi utilizzatori permette la scoperta di bachi e vulnerabilità molto velocemente;
  3. Sviluppo >  quando una comunità di utilizzatori e tecnici che ruotano attorno a una piattaforma e-commerce è molto viva, lo sviluppo di componenti e/o nuove funzioni è molto più veloce;
  4. Reperibilità > tranne che per rare esigenze personali, molti plugin sono già stati sviluppati per altri utilizzatori, quindi vasta disponibilità di estensioni.
10 piattaforme ecommerce open-source
10 piattaforme ecommerce open-source

Lista 10 piattaforme ecommerce open source

Vediamo ora le 10 piattaforme ecommerce open source più usate e con la quale ho esperienza diretta. Ce ne sarebbe altre, ma non conoscendole non le ho inserite per correttezza.

1- Magento

magento piattaforma ecommerce open-source

Magento è tra le piattaforme ecommerce open source più utilizzate per la realizzazione di siti di commercio elettronico.

Ha un curva di apprendimento abbastanza ampia e lo sviluppo non è molto facile. Non è consigliabile per utenze inesperte che non si appoggeranno a sviluppatori.

E’ una software CMS molto completo anche se manca della parte gestionale ed il magazzino lo tocca solamente. E’ come tanti altri sistemi Open un carrello elettronico con vetrina.

I plugin e i template disponibili sono tantissimi ed i costi sono abbastanza contenuti, attestandosi un una finestra di 100-300€.

Il suo vero cuore è la gestione praticamente infinita degli attributi, differenziabile per tipologia di prodotti, questo permette un’ampia possibilità di integrazioni e personalizzazioni.

E’ una piattaforma open Source multi site o multiple shops nativo con unico database, anche se non semplicissimo da configurare.

 

2- Prestashop

prestashop cms open-source ecommerce

Prestashop è il vero antagonista di Magento, prodotto sviluppato in Francia, è la piattaforma che negli ultimi due anni ha riscontrato il maggior incremento in installazioni. Gode di una buona reputazione in quanto la sua curva di apprendimento è molto più semplice id Magento, è facile da installare ed è molto facile aggiungere plugin e template.

La comunità italiana è molto attenta e viva e sul forum ufficiale di Pretashop le risposte sono sempre puntuali.

Porta con se dei limiti, sopratutto legati agli attributi e alle integrazioni.

I plugin e i template disponibili sono molti i cui costi contenuti, oscillano  tra i 70 e i 250€.

E’ possibile impostare il multi store con unico database ma le funzioni sono limitate.

 

3- WooCommerce

woocommerce CMS ecommerce opensource

WooCommerce è un plugin del noto CMS WordPress questo ne decreta il suo vantaggio ma anche i suoi difetti. Da inizio 2015 è la piattaforma per il commercio elettronico più installata al mondo secondo Wappalyzer (Qui puoi leggere e approfondire l’articolo dedicato al primato di WooCommerce).

E’ però vero che essendo un semplice plugin per chi disserra fare un test sa bene che in meno di mezza giornata di lavoro ha installato e configurato WooCommerce per funzionare al meglio, questo però falsa un po’ il numero reale dei negozi di vendita online montati su piattaforma open source WooCommerce.

Il suo grosso vantaggio è dato dalla curva di apprendimento, è molto veloce ed intuitivo da comprendere e modificare. se per Magento si necessitano almeno 7 giorni di lavoro per renderlo operativo e configurato al meglio, per WooCommerce basta circa mezza giornata.

Coem detto però ha molti limiti, e cioè soffre molto su carichi di lavoro importanti, risulta difficile se non mettendo mano pesantemente al codice creare funzioni di default ad esempio su Magento o Prestashop, le regole di sconto o di promozione sono molto limitate, i filtri per attributi sono estremamente limitati.

Se volessi installare e configurare WooCommerce ho preparato un video per indicarti come fare:

WooCommerce ha il vantaggio di integrarsi alla perfezione con un Blog, permettendo quindi di inserire i prodotti all’interno di blog post con tutti i vantaggi ad esso connesso, WooCommerce però è anche la piattaforma più attaccata da spamer ed hacker in quanto la più usata.

4- OpenCart

cms ecommerce open source opencart

OpenCart è un carrello elettronico per ecommerce molto solido ed utilizzato, il sistema porta con se moltissimi gatway di pagamento e configurazioni con sistemi di spedizione, in più nell’area di plugin se ne trovano veramente tanti.

Risulta molto facile da usare anche le configurazioni lato admin sono veloci, e c’è una nutrita comunità che risponde a dubbi e domande.

Ha però molti limiti che portano a profonde modifiche al codice non proprio economiche.

Funzione multi store multi shop con unico database disponibile.

 

5- OsCommerce

OsCommerce CMS piattaforma ecommerce open source

osCommerce è un carrello elettronico Open Source per negozi di vendita online di prodotti di qualsiasi natura. osCommerce è tra i primi eCommerce Open Source disponibili, la sua comparsa è datata marzo 2000 in Germania (è stata la prima piattaforma del mio eCommerce che usai nel lontanissimo 2002).

osCommerce ancora oggi ha un vasto numero di siti ecommerce a lui affidati, è molto leggero ed è tra i più veloci nelle risposte (facendo test su installazioni standard), purtroppo però dopo 16 anni siamo ancora solo ad una versione 2 rilasciata la prima volta nel febbraio del 2003 in 13 anni sono state apportate delle migliorie, ma il prodotto soffre di un codice troppo vecchio e non al passo con i tempi.

 

6- Zen-Cart

Zen-Cart Piattaforma Ecommerce Open Source

Zen-Cart è un ecommerce open source derivato da un progetto avviato nel 2003 da una base di codice di  osCommerce. E’ stato per molti anni un prodotto di punta in quanto sfrtuttava i vantaggi e osCommerce e ne migliorava i difetti.

Zen-Cart è allo stato attuale un progetto ancora attivo e supportato ma poco al passo coi tempi

 

7- Ubercart

ubercart drupal eCommerce Open Source

UberCart è un plugin del noto CMS Drupal, i vantaggi d’essere un plugin agganciato a Drupal è individuabile in una maggior versatilità e presentazione dei prodotti o pagine blog.

Ubercart era nato con grandi aspettative, io stesso lo usai come carrello elettronico per io mio shop eCommerce  nel 2006. I limiti purtroppo sono legati al basso sviluppo e ad una community di supporto non più molto attiva.

La versione 3 ha oramai 10 anni mentre la versione quattro è ancora in sviluppo dal 20013.

 

8- Virtuemart

Virtuemart Piattaforma e-commerce Open-Source di Joomla

Virtuemart è un plugin del famoso CMS Joomla. E’ molto versatile anche se la curva di apprendimento non è delle più veloci, è un po’ macchinoso il metodo scelto per la creazione dei contenuti. Le funzioni disponibili non sono tantissime, molto sono parecchio vecchie e non più compatibili con le nuove versioni, gli aggiornamenti o installazioni temi e plugin è abbastanza ostica.

Progetto che nel tempo ha purtroppo perso un po’ di smalto. Sicuro vantaggio è un’integrazione profonda con il CMS Joomla e questo raggrantisce vari vantaggi dal punto di vista della presentazione dei prodotti.

Gli aggiornamenti di versione o di funzioni procedono molto a rilento.

 

9- Jigoshop

Jigoshop cms piattaforma ecommerce open-source per WP

Jigoshop è un plugin altro plugin del noto CMS WordPress è arrivato precedentemente rispetto WP e-Commerce (progetto purtroppo chiuso) e WooCommerce, ha però perso posizioni tra gli ecommerce disponibili per WordPress a favore di WooCommerce.

Il sistema non è male offre moltissimi plugin e temi, ma sistemi come themeforest (vendono plugin e temi) hanno un po’ sfavorito jigoshop.

Dal mio punto di vista il codice risulta sviluppato meglio per questo prodotto. rispetto al fratellino.

 

10- Simplicart

simplecart javascript ecommerce open source

Simplecart è semplicissimo carrello Javascrip senza grosse pretese, utile per chi vende ad esempio pochi prodotti senza particolari esigenze, hobbistica, ebook etc.

 

Conslusione: eCommerce Open-Source

Piattaforme ecommerce open source per il commercio elettronico ce ne sono tante, tutte sono un ottimo punto dio partenza, per progetti di varia entità, è indubbio che gli ecommerce vadano poi customizzati sulle esigenze di ogni progetto.

Sarebbe opportuno affidarsi a consulenti esperti che possano poi indicarti cosa sia meglio per il tuo progetto

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Gestione del Magazzino https://www.sarao.it/gestione-del-magazzino/ https://www.sarao.it/gestione-del-magazzino/#respond Sun, 20 Dec 2015 20:52:22 +0000 https://www.sarao.it/?p=11465 Gestione del Magazzino ovvero come gestire al meglio il magazzino di un ecommerce, per guadagnare il più possibile il magazzino di un ecommerce va gestito in modo impeccabile molto più precisamente del negozio non online. Ti voglio quindi dare gli strumenti per una perfetta gestione del magazzino per ecommerce. Il posto giusto per il pacco giusto, è solo il primo passo per una perfetta gestione del magazzino  Come Si Organizza ... Approfondisci

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Gestione del Magazzino ovvero come gestire al meglio il magazzino di un ecommerce, per guadagnare il più possibile il magazzino di un ecommerce va gestito in modo impeccabile molto più precisamente del negozio non online. Ti voglio quindi dare gli strumenti per una perfetta gestione del magazzino per ecommerce.

Il posto giusto per il pacco giusto, è solo il primo passo per una perfetta gestione del magazzino 

Come Si Organizza e Gestisce un Magazzino Per eCommerce?

Una delle voci più importanti in un progetto e-commerce è la Gestione del Magazzino, purtroppo in alcuni casi un eccesso di stock e quindi un’immobilizzazione sia eccessiva che per lungo tempo potrebbe mettere in serio pericolo l’intera vitalità dell’e-commerce (wikipedia parla di gestione del magazzino in modo molto approfondito e tecnico, io voglio presentare soluzioni più pratiche)

Quindi il Magazzino come Gestirlo?

gestione del magazzino

l’articolo è suddiviso in due parti:

1- I Quattro Metodi Principali di Gestione del Magazzino:

  • Dropshipping
  • Triangolazioni
  • Acquisto su Ordinato
  • Merce a Magazzino

Vai –> 

2- Aspetti Importanti della Gestione di un Magazzino:

  • Multi Magazzino
  • Codici Prodotto
  • Nomi Descrizioni e Specifiche
  • Prezzi acquisto vendita sconto massimo applicabile
  • Disponibilità effettive e presunte
  • Specifiche di Magazzino
  • Statistiche e Riordini
  • Documentazione
  • Organizzare
  • Spedizioni

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Gestione del Magazzino nell'eCommerce
Gestione del Magazzino nell’eCommerce

1- Gestione del Magazzino I 4 principali Metodi

In questa parte dell’articolo Valuteremo gli aspetti positivi, negativi ed organizzativi di questi 4 sistemi di gestione del magazzino, che possono anche lavorare in parallelo, non andremo a toccare altre metodologie meno applicabili a realtà medie:

 icon-inbox Dropshipping: Il tuo sistema gestione del magazzino si integra con quello del produttore fornendoti in tempo reale, giacenza, costo d’acquisto, prezzo di vendita, tempistiche di spedizione, e tutte quelle informazioni relative al prodotto e alla sua scheda tecnica quindi anche la spiegazione del prodotto stesso. Usato moltissimo in ambito elettronica e computer.

 icon-share-square-o Triangolazioni: Questo sistema è meno evoluto,  permette un semplice controllo del magazzino del fornitore e la possibilità di mandare il corriere a proprio nome a ritirare presso il fornitore che avrà preparato il pacco a tuo nome per il tuo cliente, di solito in scatole e nastrature originali del fornitore o neutre.

 icon-shopping-cart Acquisto su Ordinato: Non appena arriva l’ordine del cliente si effettua l’ordine presso il fornitore che spedirà al tuo magazzino e tu a tua volta rispedirai al cliente. Comporta un tempo di attesa maggiore dovuto alla doppia spedizione.

 icon-check-square-o Merce a Magazzino: Questa è l’opzione più sicura la merce è ordinata e stoccata, inviata quando ordinata

 

 

Gestire il magazzino non è una cosa da poco, va analizzato e controllato con molta attenzione, vi sono software ERP con la gestione del magazzino che permettono di analizzare tutti i dati di cui hai bisogno, ma il problema è sempre legato alle configurazioni, ed alle variabili, un software può avvertirti per imminenti rotture stock, può indicarti la mancanza di un prodotto, ma tutto è dovuto alle configurazione, se il tuo fornitore necessità 10 giorni per rifornirti, avere un alert il giorno stesso in cui finisci le scorte può essere troppo tardi.

Vediamo un caso tipo che capita più spesso di quanto si possa immaginare:

Vendi orologi, hai a magazzino il modello XY in 20 unità, hai una media venduto di 1 al giorno. Il tuo fornitore impiega 10 giorni per il riassortimento. Imposti il tuo sistema software  che 2 o 3 giorni prima del punto critico, e cioè quando ne hai 10 a magazzino, di ordinarli in modo tale da riceverli quando il magazzino è quasi in rottura stock

Perfetto quì fila tutto liscio come l’olio, ma possono incorrere delle variabili positive o negative:

 icon-plus-square Positiva:

Un personaggio famoso indossa quell’orologio e la richiesta aumenta, da 1 prodotto veduto al giorno, si passa improvvisamente a venderne 8 al giorno, il tuo stock lo bruci in una sola giornata, resterai almeno 10 giorni senza merce. Il tuo sistema chiaramente non poteva prevedere questa variabile.

 icon-minus-square Negativa:

Il fornitore per un problema interno va in rottura stock e tu puoi ordinare quel che vuoi, avere un ERP con una gestione del magazzino perfetta ma non avrai quel che ti serve.

devi quindi fare sempre molta attenzione all’andamento del mercato, della stagionalità, tenerti aggiornato con il tuo fornitore per sapere se vi sono cali di disponibilità

eCommerce Gestione del magazino

Gestione del Magazzino

Come già detto quando si inizia un’attività ecommerce è importante sapere come organizzarsi per la gestione del magazzino ecommerce, ora vedremo vantaggi e caratteristiche dei  metodi di gestione del magazzino che abbiamo deciso di analizzare.

Principali Tipologie di Magazzino disponibili:

1-   Gestione del Magazzino – Drop Shipping

Il sistema gestione magazzino in drop Ship per un ecommerce permette di occuparsi di concentrarsi solo sulla promozione del prodotto e la sua vendita; la compilazione delle schede prodotto, la gestione del magazzino, la documentazione, sono tutte a carico del fornitore. Di solito i sistemi sono integrati a percentuali variabili, nei casi più spinti l’ordine stesso verrà si generato sul tuo sito, ma a sua volta sarà connesso con il gestionale del fornitore, il tuo sito sarà una sorta di negozio costola del fornitore.

Il fornitore in dropship attraverso una connessione diretta o a temi intervallati, ti invierà i dati dei prodotti:

Schede tecniche, fotografie, descrizioni, prezzi, promozioni, prezzo di acquisto, disponibilità, tempi di consegna, ingombri, misure pesi etc…

Una volta generato l’ordine il fornitore si troverà sul suo gestionale l’ordine si preoccuperà di tutte le formalità successive all’ordine.

I vantaggi con questa opzione di lavoro saranno:

  • Non dover fare magazzino, eliminando costi di immobilizzazione
  • Non dover scrivere le schede tecniche del prodotto e non dover caricare immagini prezzi etc.
  • Eliminazione dei costi di Packaging
  • Eliminazione dei costi di stampa documentale
  • Eliminazione dei costi relativi a personale di magazzino

Mentre gli svantaggi saranno

  • Impossibilità di certezza temporale delle disponibilità
  • Minori vantaggi economici
  • Spersonalizzazione della propria offerta

Viene da se che questo sistema da grandissimi vantaggi sopratutto in avvio attività e in settori in cui la frammentazione del prodotto e la sua obsolescenza rendono poco vantaggioso il magazzino, tipicamente il mondo elettronica e computer.

i Guadagni sono ovviamente piuttosto bassi altro problema è legato alla poca sicurezza relativa alla disponibilità temporale del prodotto, risulta quindi difficile fare promozioni mirate ed ad hoc anche per mancanza di margini.

 

2-   Gestione del Magazzino in Triangolazione

Il magazzino organizzato per triangolazioni con il proprio fornitore è una soluzione poco automatizzata del dropshipping in poche parole il tuo fornitore ti manderà dei report con le sue disponibilità a magazzino tu potrai vendere il prodotto disponibile nel suo magazzino, mandare i pdf con il ddt e la fattura da allegare al pacco ed il tuo fornitore spedirà per te.

Questo sistema sta via via diventando la prassi in tantissimi settori e permette l’avvio di un’attività di commercio elettronico senza mobilizzare merce  a magazzino e senza quindi grosse disponibilità economiche.

I vantaggi della gestione magazzino in triangolazione:

  • Non dover fare magazzino, eliminando costi di immobilizzazione
  • Eliminazione dei costi di Packaging
  • Eliminazione dei costi di stampa documentale
  • Eliminazione dei costi relativi a personale di magazzino

Mentre gli svantaggi della gestione magazzino in triangolazione saranno:

  • Dubbia certezza sulle disponibilità a magazzino
  • Minori vantaggi economici
  • Spersonalizzazione della propria offerta
  • mancanza di automazione
  • difficile gestione delle scorte e continuo aggiornamento manuale delle disponibilità
  • volatilità di prezzi e magazzino

Il vero problema dell’adottare questo sistema è legato al fatto che non essendoci un sincro in tempo reale delle disponibilità, capita spessissimo di inviare conferme ordine e sentirsi rispondere che l’ultimo pezzo è stato evaso poco prima.

Chiaramente la segnalazione e la sua precisione sono difficili da gestire perchè poche ore dopo aver ricevuto la disponibilità, l’effettiva giacenza magazzino evolverà.

Purtroppo il puro sistema di drop shipping ha un costo e necessita organizzazione e sviluppo in seno di un’azienda, quindi realtà meno incentrate verso questo business, non si evolvono a stadi successivi.

Come detto però tale sistema permette di iniziare. Starà poi alla sensibilità del merchant inserire a magazzino quei prodotti che hanno grande rotazione

 

3-   Gestione Magazzino Acquistando su Ordinato

Questo sistema è usato da tantissimi ma è il più pericoloso in assoluto dovuto all’impossibilità della gestione del magazzino e nel rischio di non riuscire a spedire quanto ordinato. Si è troppo soggetti all’effettiva disponibilità del prodotto dal fornitore.

I prodotti verranno acquistati al fornitore nel momento in cui il bene viene venduto. Il fornitore lo manderà al merchant che a sua volta lo spedirà al suo cliente.

I costi di spedizione spesso sono raddoppiati, e in caso di contrassegni è difficile gestire poi il reso. In quanto quasi nessun produttore si riprenderà il prodotto comprato.

Altro problema è il come configurare le disponibilità nello shop e magazzino.

I vantaggi della gestione magazzino Acquisto su Ordinato:

  • Non dover fare magazzino, eliminando costi di immobilizzazione

Svantaggi della gestione magazzino acquisto su ordinato:

  • Dubbia certezza sulle disponibilità a magazzino
  • Impossibile fare offerte
  • Tempi di consegna al cliente finale dilatati
  • Costi di Spedizione raddoppiati
  • mancanza di automazione
  • Difficilissimo gestire i resi

 

3-   Gestione Magazzino Reale

Questo è il sistema classico in cui si ha a magazzino la merce che si vuol vendere, è il più sicuro e quello che garantisce la miglior qualità delle scorte del magazzino, nonché delle spedizioni e del packaging. Il problema nasce con i costi: Vi saranno costi di immobilizzazioni di merce e del magazzino stesso che chiaramente non sono quelli di un ufficio, con annessi e connessi tutti i costi aggiuntivi di un reparto come il magazzino:

  • Riscaldamento
  • Personale
  • Elettricità
  • Hardware
  • Scaffali di Stoccaggio
  • Pulizie
  • Software di Controllo
  • Etichette
  • Smaltimento Rifiuti

E tutto ciò va valutato nella progettazione del business plan in quanto i costi della gestione del magazzino non sono di certo bassi, vanno quindi calcolati con grande attenzione cercando di evitare eccessivi stop della merce.

Devi calcolare qual’è il tempo massimo il quale il prodotto può restare a magazzino, oltre il quale la sua gestione diventa troppo onerosa per aver senso averlo ancora a magazzino.

Utile può essere prevedere con il proprio fornitore un pagamento dilazionato a 60 90 giorni e cercare di evadere quindi la merce entro tali tempistiche.

Devi poi evitare l’errore tipico dei grandi magazzini, di acquistare merce perchè vedi un picco di vendite, senza renderti conto che la motivazione è stata un’offerta per abbassare l’esposizione del magazzino.

Per fare un esempio se avevo a magazzino 10 prodotti e ne ho venuti 9 in una settimana, grazie ad una super offerta, prima di riordinare valuta quanto ti resterebbero a magazzino in caso di prezzo standard.

I vantaggi della gestione magazzino reale:

  • immediata disponibilità
  • controllo dei prodotti e della loro integrità
  • ottima gestione del reso
  • ottima gestione dei tempi di consegna
  • ottima reputazione del sito e-commerce
  • possibilità di aggiungere omaggi documentazione etc.

Svantaggi della gestione magazzino reale:

  • Costi relativi al magazzino e alla sua gestione
  • Costi di immobilizzazione
  • Rischi di giacenze su invenduto
  • Rischi di obsolescenza
  • Rischi di abbassamento prezzo di vendita

 

scelte come organizzare magazzino

2- Gestione Magazzino le Varie Scelte

La gestione del magazzino può essere combinata annoverando anche tutti e 4 i sistemi  appena visti contemporaneamente, la cosa fondamentale è la loro gestione, cioè come organizzare

  • Multi Magazzino
  • Codici Prodotto
  • Nomi Descrizioni e Specifiche
  • Prezzi acquisto vendita sconto massimo applicabile
  • Disponibilità effettive e presunte
  • Statistiche e Riordini
  • Documentazione
  • Organizzare
  • Spedizioni

Se i prodotti sono pochi può essere anche normale una gestione visiva del magazzino, anche se è comunque perdente, mentre io consiglio l’uso di un buon ERP che permette un accurato controllo dei dati relativi ai prodotti in magazzino e avere statistiche che permettono una miglior individuazione di marginalità, campagne marketing, assortimenti, etc…

Vediamo nello specifico come gestire i punti sopra indicati relativi alle scelte della tipologia di magazzino

 

1- Multi Magazzino

Il primo Vero problema è la gestione dei differenti magazzini, ovvio che tu debba  avvalerti di un gestionale o ERP che ti permettano di  gestire più magazzini, se il tuo sistema non ti permette di gestire più Magazzini  è un vero problema.

Nella Gestione Magazzino è fondamentale sapere dove si trova il determinato prodotto, e se abbiamo 10 100 prodotti è un conto, ma quando si superano certi numeri, diventa difficile approssimare le disponibilità.

Fondamentale è dare ad ogni Sistema un magazzino, faccio degli esempi:

Il magazzino reale lo si può Chiamare:  Magazzino Azienda

per ogni fornitore che effettua Drop Shipping daremo un nome come : DROP Azienda

Per Ogni fornitore in triangolazione potremmo dare nome TRI Azienda

Infine per la merce da ordinare potrebbe aver senso fornire un nuovo magazzino

finirà che ci troveremo 10 20 30 magazzini, ma questo permetterà una miglior gestione dei prodotti e delle statistiche, è fondamentale però organizzare regole di visualizzazione consegne diverse per tipologie; se ad esempio con una triangolazione impiegheremo 4 o 5 giorni per consegnare al nostro cliente finale, è giusto indicarlo.  Quindi avremo schede prodotto ove indicato disponibile che presenteranno differenti tempistiche di consegna.

E’ meglio chiaramente creare regole per spingere e pubblicizzare i prodotti realmente a magazzino.

 

2- Codici Prodotto

Il Codice Prodotto è un numero univoco, per il tuo gestionale sito che assocerà a tale prodotto un record di magazzino nel gestionale, questo codice univoco negli e-commerce viene chiamato SKU Stock Keeping Unit, Codice identificativo di un prodotto a magazzino.

Sarà però importante conoscere anche lo sku del produttore o MPN (manufacturer part number), questo perchè in fase di ordini il fornitore chiederà il suo codice non il tuo.

Un altro codice può esser relativo alle parti di ricambio, mi spiego meglio il prodotto AB può essere composto dai singoli prodotti C – F – X – X

Infine un codice importantissimo è il codice a barre EAN  (European Article Number). I codici a barre sono univoci del prodotto stesso, mentre può esistere il codice del produttore ed un codice del fornitore ci sarà solo un codice EAN

E’ importante che tutti tali codici possano essere inseriti nel gestionale e nel sito internet, molti cercano il prodotto a cui sono interessati per codice a barre o codice produttore, sopratutto in settori tecnologici.

Potrà capitare che il il prodotto con SKU 123 e codice a barre 12345678 possa essere fornito da 2 o 3 differenti fornitori con prezzi e condizioni differenti. Questa cosa è tipica del drop shipping elettronico, sarà poi a noi e il nostro sistema inviare l’ordine al fornitore che ci garantirà la miglior condizione su quel determinato prodotto.

Accertati quindi che il tuo sistema preveda I vari codici e la possibilità di avere più fornitori per quel prodotto

 

3- Nomi Descrizioni e Specifiche

Nella Gestione Magazzino molti mi chiedono a cosa serve avere una completa descrizione nel gestionale, l’inserimento di specifiche etc.. Per prima cosa il fulcro del tuo shop non deve essere il database dell’e-commerce stesso ma il tuo ERP, sarà poi l’e-commerce ad attingere ai dati dell’erp e usare quel che gli serve.

Altra cosa importante è ad esempio l’utilizzo di specifiche utili per l’imballaggio e per la spedizione. Questi valori sono Fondamentali perchè in caso di magazzino proprio è importante avere i volumi e i pesi dei prodotti per valutare di volta in volta gli ingombri di magazzino, e chiaramente i costi di spedizione. negli altri casi chiaramente relativo a costi di spedizione, ed eventualmente alla possibilità di spedire con un corriere rispetto ad un altro.

Mi spiego meglio mettiamo che tu venda computer e arredo ufficio, potrai optare in modo automatico per l’utilizzo del Corriere A per l’invio di prodotti il cui peso volumetrico sia di XY ed optare in automatico per Corriere AB nel caso il peso volumetrico superi una determinata soglia. Questo ti permetterà di gestire al meglio sia le spedizioni, sia le richieste di preventivi ai corrieri.

Per esempio SDA ha senso per spedizioni sotto i 30 kg ed entro determinati volumi, superando tali condizioni può aver senso dare il pacco a BRT.

 

4- Prezzi acquisto vendita sconto massimo applicabile

Questo è un nodo delicatissimo, troppo spesso vedo fare calcoli del tipo compro a 100 vendo a 200  ho 100 di margine quindi posso scontare sino a 120 e mi resta comunque una buona redditività. Ma scherziamo? ed il resto?

Quando preparo un business plan alcuni clienti mi guardano con occhi storti perchè dimostro sempre o quasi che la loro attività andrebbe in perdita facendo i calcoli in modo reale e on seguendo il loro calcolo strampalato. Detto questo ci vorrebbero almeno 50 post per redigere un guida sul business plan, e non posso quindi parlarne appieno in un paragrafetto, ma cercherò di sintetizzare il concetto.

Sia nel Business Plan che ne tuo gestionale dovrai prevedere il calcolo dei costi da sottrarre alla marginalità. faccio un veloce conto d’esempio

Vendi sedie, costano 100€, prezzo di listino 150€  marginalità 50€

Quante sedie prevederai di vendere? 1000? ok spenderai 100.000€ avrai 50.000€ di margine

ammortamenti hardware 5.000€ da dividere per 1000 unità vendute = 5€ a prodotto

affitto 5.000€ da dividere per 1000 unità vendute = 5€ a prodotto

e così per affitto, materiale di consumo, costi elettricità, gas. telefono, personale etc…

Tasse Irap, IRPEF, ICI TASI o come cavolo si chiama ora

Dovrai sommare tutti i costi e ripartirli per i prodotti che venderai, sarà chiaramente una stima, ma se hai uno storico è facile fare il conto, se sei una start-up chiaro che inizialmente dovrai fare delle ipotesi. Questo calcolo deve essere presente sul tuo ERP, perché quando poi andrai a vendere la sedia e deciderai di fare una promo, saprai che il tuo costo non è più 100€ ma 120€ e quindi se vuoi guadagnare non devi scendere sotto determinati valori. Il tuo sitema di dovrà aggiornare da solo o rimboccandoti le maniche se i costi cambiano e se cambia il venduto.

Avere sempre sotto controllo l’effettivo costo e margine è IMPORTANTISSIMO per qualsiasi strategia, in questo modo saprò sempre quale sarà il mio target di pezzi venduti per coprire i costi ed avere un effettivo guadagno

Dovrai poi con il tempo avere un calcolo preciso della Lifetime Value  per sapere quanto un cliente ti porterà economicamente nella sua vita nel tuo negozio per affinare al meglio i conti

 

5- Disponibilità effettive e presunte

Chiaramente avendo un magazzino reale sappiamo sempre cosa abbiamo disponibile, mentre negli altri casi diventa un punto di domanda su l’effettiva disponibilità di merce, a volte può essere assurdo avere una gestione del magazzino virtuale se non hai poi le capacità ed il sistema che ti permetta di avere un’immediata ed effettiva giacenza, alcuni fornitori come Esprinet ComputerGross tanto per citarne alcuni che si occupano di drop shipping nel campo dell’elettronica, permettono un accuratissimo controllo delle disponibilità.

Quando effettuano un ordine sul tuo sito, tu sei il responsabile dell’effettiva consegna e qualità del servizio. Spesso capita che per un errore di sincro o per altri mille motivi, la merce non sia disponibile, e vai di annullamento, ciò è tedioso, e soprattutto il tuo sito passerà per inaffidabile.

Quando si gestiscono i magazzini ecommerce come già detto precedentemente è importante specificare sul sito e-commerce le tempistiche relative alla consegna. La gestione del magazzino è fondamentale in tal senso perché se devi ordinare, pagare in anticipo al tuo fornitore, e lui impiega 3 giorni a spedirtelo, prima che il prodotto ti arrivi e sarai in grado di spedirlo a tua volta potrà passare anche più di una settimana.

E’ quindi indispensabile inserire a magazzino le tempistiche di ricezione e quindi visualizzare sul sito e-commerce le tempistiche approssimative di consegna. Di rimando tale sistema ti può esser utile per spingere determinati prodotti, inserendo un conto alla rovescia in cui dici se ordini nelle prossime  2 ore riceverai il pacco domani.

Ove sia possibile prima di incassare soldi tramite paypal o carta di credito accertarsi delle disponibilità, dover stornare una transazione ha comunque un costo fisso e regalar soldi non ha senso.

se il tuo sistema lo prevede dovresti gestire il pagamento immediato per i prodotti che hai a magazzino e il differito per ciò di cui non hai una certezza della disponibilità

 

6- Statistiche e Riordini

Le statistiche di un magazzino sono FONDAMENTALI per l’attività di un’azienda ecommerce. Ricordo ancora anni fa un dipendente che ordinò al fornitore 10 orologi cardio perchè aveva visto che ne erano andati via 5 in un giorno. Quei 5 orologi erano fermi ed invenduti da circa 1 anno, vennero messi a costo di acquisto per darli via. Quindi non bisognava riordinarli.

Bisogna sempre avere  il quadro della situazione sottomano è importantissimo per il corretto funzionamento dell’attività ed evitare sprechi o mancanze.

Quando si hanno pochi prodotti può essere semplice seguire stagionalità, variazioni prezzo, gusti, picchi etc.. ma quando sono tanti??

Un magazzino va gestito con un ERP ben fatto proprio per avere sotto controllo la situazione e poter gestire il magazzino nel miglior modo

Le statistiche devono comprendere:

  • Movimentazione Merce
  • Venduto per articolo
  • previsioni rotture stock
  • flussi anormali
  • storico prodotti
  • Previsione Vendite
  • Rallentati di prodotti nelle vendite
  • In caso di merce con scadenza, avviso temporale dell’avvicinamento scadenza

In verità le informazioni che servono sono molte di più ma con queste si riesce ad avere un quando della situazione

Facciamo qualche esempio, un Buyer  quando vede che il prodotto A è presente a magazzino in 3 unità che il venduto è di un’unità al giorno e che il suo fornitore impiega 2 giorni a consegnare la merce, fa partire l’ordine.

ma deve essere anche in grado di evitare l’ordine se questo movimento è stato spinto da una promo dovuta a obsolescenza, o ad un picco dovuto al natale o altra festa o stagionalità

Altri dati da tener sotto controllo sono le analisi di accesso e di richieste. Questo riguard ail marketing ma è fondamentale capire se una richiesta è diminuita perchè è diminuito l’interesse o perchè in qualche modo tu non sei più competitivo.

E’ diverso non vendere più un prodotto perchè non è più richiesto, rispetto al non essere più trovato oppure all’essere fuori mercato

 

7- Documentazione

La documentazione relativa ad un magazzino, è sempre relativa alla movimentazione del magazzino stesso quindi pososno essre riassunte in due categorie:

  1. Documenti merce in entrata
  2. Documenti merce in uscita

Della merce in entrata ci sarà la distinta di carico che a sua volta sarà stata generata dall’ordine al fornitore o Copia Ordine del Rappresentante,  seguito dalla conferma ordine e quindi il carico nel gestionale delle merci in arrivo, Questo come detto Creerà una distinta di carico che il magazziniere avrà per confrontarla con quanto riceverà dal Corrire.

I magazziniere controllerà il DDT (documento di Trasporto) del corriere con la distinta ed infine valuterà se quanto ricevuto corrisponde all’effettivo carico ricevuto, capita spessissimo di avere in DDT della merce che non è stata effettivamente consegnata o sbagli di quantità.

Quando si ricevono 3 pacchi è facile capire al volo se la merce c’è tutta o vi sono degli errori, ma quando si ricevono centinaia di pacchi???

ecco che un ottimo ERP permette al magazzinieri con l’ausilio di una penna ottica di scansionare i codici a barre di ogni pacco (come avviene alla cassa del supermercato) e in modo automatico il sistema darà un resoconto a fine lavoro, questo credetemi ridurrà la mole di lavoro in modo incredibile, velocizzando il lavoro e diminuendo i problemi causati da distrazione, stanchezza etc..

altro documento in caso di errori può essere un Documento di Analisi carico, in cui vengono inserite le discrepanze analizzate

Se parliamo invece di scarico, il magazziniere avrà in mano il DDT o Documento di Scarico con cui creerà la spedizione, selezionando la merce da inserire nel pacco. Se a monte è stato fatto un buon lavoro di catalogazione della merce e della sua collocazione a magazzino. Sul documento di scarico, avrà inseriti oltre ai prodotti anche la loro collocazione a magazzino, per ridurre quindi i tempi di ricerca.

Una volta creato il pacco non resta che inserire eventuali comunicazioni chiudere allegare il cartellino della spedizione ed inviare.

Tutta questa mole di informazioni conviene informatizzarla, in magazzino invece del cartaceo ci si può attrezzare con tablet collegati a penne ottiche, o veri e propri minicomputer portatili con acclusa penna ottica.

Questi sistemi costano molto ma a lungo andare ammortizzano il loro costo grazie alla diminuzione di costi carta, costi di manutenzione e sostituzione stampanti, costi di toner.

 

8-  Organizzare

 

L’organizzazione del magazzino è importantissima per evitare di far idiozie, non solo meccanicamente mettere tutto in modo tale che sia ben evidente cosa è disponibile, ma inserire a gestionale le effettive collocazioni della merce.  perdere 2 minuti per inserire la collocazione farà risparmiare 10 minuti per trovare fisicamente i prodotti, tutti i gestionali hanno la possibilità di inerire la collocazione o mappatura del magazzino.

Se ci sono più persone che si occupano del magazzino è importantissimo studiare un modello che sia interpretabile da tutti. normalmente agli spazi si da il numero dello scaffale dell settore e del ripiano un po’ come fa ikea

 

Utilizzare una propria etichettatura o al limite il codice a barre del prodotto stesso, è indispensabile per velocizzare ogni operazione, sia negli inventari che nel carico e scarico merce. Dover inserire ogni prodotto manualmente diventa lungo, mentre con lettore codici a barre è molto più rapido.

Devi poi aver presente quali saranno le tue spedizioni tipo calcolando i pesi volumetrici del corriere, per avere i giusti imballi. cartoni e nastri adesivi con il tuo logo sonno da prediligere a quelli standard e per dare maggior risalto e professionalità al tuo pacco, e per scoraggiare i corrieri a metter mano nei tuoi colli

9- spedizioni

Ho fatto tre post completissimi sulle spedizioni, ti rimando quindi a quei due post:

eCommerce: Spedizioni Gestione e Organizzazione Vincente

Cosa Chiedere ad un rappresentante di Corrieri

Infine: Lista e Recensioni Corrieri per eCommerce

 

Fammi sapere cosa ne pensi .. Buon lavoro

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Consulente Esperto Cercasi https://www.sarao.it/consulente-esperto-cercasi/ https://www.sarao.it/consulente-esperto-cercasi/#comments Tue, 22 Sep 2015 14:27:49 +0000 https://www.sarao.it/?p=12363 I Consulenti del Web Vendono Verità o Aria Fritta????   Questo articolo è molto differente da quelli che troverai nel mio blog e a cui sei abituato, voglio fare una breve analisi sugli esperti o presunti tali del mondo web in italia. Forse potrebbe esserti utile capire per non affidarti ad uno sprovveduto. Dopotutto, oggi è possibile crearsi una reputazione positiva nel web, ne parla Scandellari nel suo Libro: Fa di ... Approfondisci

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I Consulenti del Web Vendono Verità o Aria Fritta????

 

Questo articolo è molto differente da quelli che troverai nel mio blog e a cui sei abituato, voglio fare una breve analisi sugli esperti o presunti tali del mondo web in italia. Forse potrebbe esserti utile capire per non affidarti ad uno sprovveduto. Dopotutto, oggi è possibile crearsi una reputazione positiva nel web, ne parla Scandellari nel suo Libro: Fa di Te stesso un Brand

Hai notato quanti esperti di Web ci sono in italia? Si diceva che l’italica Penisola era terra di Santi, Poeti e Navigatori, ma forse questo vecchio pensiero andrebbe modificato in:

Italia Terra di Calciatori, Politici e Consulenti Web

venditore di fumo
venditore di fumo

Tutti i santi giorni vengo bombardato attraverso i social, il mailing (anche non essendomi iscritto), Advertise o segnalazioni, ad articoli scritti dai migliori Guru del Web Italiani, o forse è solo aria fritta???

Preambolo: Io mi occupo di eCommerce, non sono certo un esperto di marketing, seo, personal branding, comunicazione, etc etc.. ma in quanto proprietario in prima persona di eCommerce e gestione di progetti per miei clienti, mi sono fatto una mia personale cultura nel mondo digitale.

Non sono quindi un esperto e non è mia intenzione passare come tale. Ma questa notte mentre meditavo su un progetto che sto seguendo, ho dovuto analizzare il curriculum e le conoscenze di un “esperto” che mi è stato segnalato dal cliente… Questo articolo racchiude il mio pensiero sugli esperti del web.

 

Considerazione 1 su consulenti webPrima Considerazione:

Esperto è colui che ha Fatto esperienza su se stesso

Vero che un Allenatore non deve per forza esser stato un buon giocatore, ma un esperto in ambito lavorativo, ma questa non è una partita di calcio, ma lavoro. Un Consulente deve aver lavorato in prima persona nell’ambito di cui si reputa esperto.

Chi vuol insegnare a gestire campagne Marketing, Gestire un negozio, insegnarti a vendere, se non lo ha fatto in prima persona, cosa ti insegnerà se non solo teoria che non ha applicato?

Ci sono una marea di esperti che vogliono insegnare a gestire un negozio, a procurare clienti per un bar, esperti del posizionamento, esperti della comunicazione, esperti di ecommerce.

Poi però mai in prima persona hanno avuto una loro impresa. E non importa se fallimentare o produttiva, parlo di impresa propria, ed in molti casi va bene anche con risultati negativi, per lo meno si apprende cosa non funziona 😉

 

Considerazione numero 2 sugli esperti consulentiSeconda Considerazione:

Un Esperto Cazzeggia Poco

Una mia cara amica che si occupa di consulenze per la sicurezza sul lavoro, non è molto concorde con questa affermazione, ma un esperto ha di solito molto lavoro, ed avendo a disposizione 24 ore, tolti i bisogni primordiali: dormire, mangiare, far le casacce (per chi non la capisce intendo far sesso) e togliendo le ore di lavoro con o per i clienti, ha a disposizione pochissimo tempo.

Mettiamo poi la formazione personale che è altrettanto molto importante, resta quindi pochissimo tempo da dedicare al cazzeggio, se quindi un esperto è sempre su FaceBook a parlar di Tette e di Culi. Mi sa che lavora poco poco.

Potresti farmi notare che anche io sono attivo su faceBook ed i vari social, ma un conto è pubblicare materiale lavorativo per incrementare il proprio personal branding un conto è il cazzeggio totale. Io ad esempio scrivo scemate di notte o in pausa pranzo mentre mi incazzo con il cibo di plastica che a volte mi tocca sorbire.

I migliori usano scriverei post in orari di comodo per poi pubblicarli con programmi quali hotsuite  mentre fanno altro.

 

Considerazione numero 3 sugli esperti consulentiTerza Considerazione:

Un Esperto Produce Diversità

Un esperto ha della conoscenza che può spendere, ne sa più della media, per lo meno si sarà fatto un sua idea, avrà un suo credo. Faccio un esempio, io nel mio campo credo molto nel customer care e nell’unicità del modello di business, questo traspare in tutti i miei articoli, ed anche se parlo di spedizioni ci infilo dentro queste miei idee.

Detto questo, un esperto del suo settore deve avere un’idea (giusta o sbagliata che sia), una solida base. Io odio in modo viscerale quindi chi scrive articoli, ebook, apre discussioni, etc, copiando i pensieri altrui cambiando solamente l’esposizione.

Prendiamo il SEO, ci sono una marea di esperti tali che spuntano come funghi ogni giorno, millantando capacità incredibili. Eppure vai a leggere i loro articoli e sono argomenti triti, ritriti. Nulla di nuovo, nessun punto di vista innovativo.

Tu potresti dire beh ma la SEO è fatta di regole precise. Vero ti rispondo io, ma prova  a leggere un qualsiasi blog americano sulla seo. Provano, testano, analizzano, sbagliano, ma almeno producono unicità. Voglio citare in questo passaggio due persone che reputo degne di questo nome Roberto Varriale che testa sperimenta e si mette in gioco , come Claudio Marchetti e Benedetto Motisi.

Quanti libri ci sono in giro pieni di ovvietà e di credito a tag come H1, Strong, etc? venditori di fumo è pieno il web

 

Considerazione numero 4 sugli esperti consulentiQuarta Considerazione:

Un Esperto Non Ha Paura del Confronto

Un esperto è sicuro di se, ma non ha paura del confronto perché sa che può sempre imparare.

Il saccente non è un esperto ma un pirla (cit. Milanese Antico)

Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti od ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.
(Henry Ford)

Una persona che io reputo validissima e non si esime mai dal confronto anche con le capre che non lo meriterebbero,  è una cara amica Francesca Borghi di Your Smart Agency  nonché grandissima esperta di marketing, lo stesso approccio di confronto lo hanno i grandi Riccardo Scandellari già citato ed il suo socio ed amico Rudy Bandiera.

 

Ultima Considerazione sugli esperti consulenti WebUltima Ma non La Meno Importante

Un Esperto che genera milioni di € li tiene per se

Ci sono esperti che dicono di generare milioni di € ogni anno e vogliono dare proprio a te l’elisir di ricchezza per 197€ in un ebook o video corso.

Ora scusa ma io le mie consulenze se generano tutti sti profitti non le svendo a 197€ e poi perchè 197 e non 200??? Dare informazioni per puro egocentrismo come sto facendo io in questo blog o vendere un servizio al prezzo giusto, sono cose ben differenti dallo svendere.

le consulenze hanno un valore e costano, diffida quindi da chi svende. C’è chi fa guadagni da corsi ed ebook, ma se uno guadagna 1 milione di € l’anno non perde tempo sperando di fare 10.000€ al mese in materiale low cost

 

consulente esperto ecommerce

Considerazione Finale

Un qualsiasi esperto che non è alla canna del gas, venderà la sua conoscenza ad un prezzo onesto. Chi ti vende un servizio a quattro soldi, non può venderti un servizio di qualità. E’ alla canna del gas ed i  pochi spiccioli che raccatta possono farlo sopravvivere.

Per fare un piccolo esempio, un ecommerce non può costare 1.000€ perché vuol dire che non c’è dietro lavoro, studio, analisi.

Chi vende un ecommerce a tali cifre sta fregando soldi ai suoi clienti.

So bene che tanti “consulenti esperti” me li sarò inimicati con questo post, ma sono stufo di vedere esperti ovunque, che scrivono articoli stucchevoli ed inutili,  poi far fallire i propri clienti.

Se in italia siamo le capre del web, se in italia siamo gli ultimi o quasi in digitalizzazione, se in italia siamo dei pecoroni non avvezzi al web. La colpa è anche di chi si spaccia per un esperto e fa fallire con il suo comportamento un imprenditore che si fida dell’Esperto che ha trovato su FaceBook.

Purtroppo la nostra economia è formata da tante piccole ditte individuali che Provano e non avendo capitali si affidano a Consulenti Esperti che li fanno schiantare ….

Ci vorrebbe un organo di certificazione, ma si rischierebbe il politico di turno che lucrerebbe anche in questo ambiente.

Imprenditore: Cerca informazioni sull’esperto di turno, chiedi ad altri imprenditori, diffida delle meteore.

Consulente: Non prendere per i fondelli imprenditori solo con lo scopo di far soldi, leggere un paio di libri e qualche blog non ti rende esperto, Fa prima di tutto esperienza in prima persona; e ricorda che se fai fallire un imprenditore fai impoverire la nostra Bella Nazione.

Buona fortuna a tutti

 

Naturalmente ho indicato solo qualche persona non posso ricordare tutti gli esperti del web… mi scuso quindi con chi non è citato

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